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Centro | 13 aprile 2020, 07:10

"La mia giornata sul fronte del Covid": un infermiere del Mauriziano racconta la vita tra i letti di terapia intensiva

"Il reparto ha zone 'pulite' e altre 'sporche', confini invalicabili. Si trascorre metà turno da una parte e metà dall'altro, al cambio mangi, bevi e vai in bagno (…)"

"La mia giornata sul fronte del Covid": un infermiere del Mauriziano racconta la vita tra i letti di terapia intensiva

Vivere a contatto con il Covid. Questa è la  testimonianza di un infermiere al lavoro all’Ospedale Mauriziano di Torino, impegnato in prima linea sul fronte della lotta al Coronavirus.
 
Entri nel reparto, ti vesti con la divisa gialla (uguale Covid). Chiudi tutta la tua roba in un sacco col tuo nome e la sposti nel locale dove ti cambierai quando esci. Entrati in reparto ti prendi la temperatura e ritiri il tuo kit con due camici, due copricapo, 4 mascherine da cambiare ogni due ore e gli occhiali.

Il reparto ha zone "pulite" e altre "sporche", confini invalicabili. Si trascorre metà turno da una parte e metà dall'altro, al cambio mangi bevi e vai in bagno.

Chi è nel pulito non è a contatto coi malati. Prepara terapie, scrive consegne, registra dati, stampa, svolge la parte burocratica e organizzativa in modo che chi è nello "sporco", a contatto coi malati, possa essere operativo.

Nello sporco ci sono due infermieri, un Oss e un medico, nel pulito un infermiere, un oss e un medico .

Entrare nello sporco significa bardarsi come si vede in Tv, con doppio paio di guanti: il secondo si cambia in continuo tra una operazione e l'altra, e comunque ogni volta che si esce da una stanza. Ho iniziato il turno nello sporco affiancato all'infermiera a fare terapia orale, poi quella endovenosa che l'infermiera del pulito ci sporgeva già preparata e così via.

Sono quasi tutti anziani, molto soli, in reparto non c'è neanche un'ombra di un parente. Pazienti molto affaticati dal punto di vista respiratorio, con febbre e dolore, la morfina fa la sua parte. Una signora da noi chiede sempre del marito al piano di sotto. Qualcuno ha il cellulare, ma la metà non sarebbe in grado neanche di fare una conversazione telefonica.

Detto questo, penso di farcela. Ho sentito una determinazione e una grinta che spero non mi abbandoni.

redazione

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