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Pubblicato da Torino Oggi su Martedì 5 maggio 2020

Cronaca | 28 maggio 2020, 15:39

Coronavirus preso sul luogo di lavoro: tantissime le richieste giunte ai sindacati di Torino

Se il Covid viene contratto nello svolgimento del proprio compito è riconosciuto come infortunio. Il patronato Inca ha attivato 7 linee telefoniche dedicate a questo tema

Coronavirus preso sul luogo di lavoro: tantissime le richieste giunte ai sindacati di Torino

E' una possibilità da scongiurare il più possibile, ma intanto - in caso di Coronavirus contratto sul luogo di lavoro - il dipendente può ottenere il riconoscimento di "infortunio". A confermarlo è Inca Torino, il patronato della Cgil cittadina che in questo periodo di difficoltà ha attivato 7 linee telefoniche per dare  supporto a chi ne avesse bisogno, anche sotto questa tipologia di aspetti.

"In questi giorni stiamo accogliendo moltissime richieste di lavoratrici e lavoratori relative alle pratiche di infortunio sul lavoro per Covid-19 - spiegano dal sindacato - . Ne hanno diritto coloro che operano in costante contatto con il pubblico-utenza come operatori del comparto sanitario (medici, infermieri ed altri operatori sanitari dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale e di qualsiasi altra struttura pubblica o privata), addetti al trasporto pubblico, impiegati in front-office e alla cassa, addetti alle vendite/banconisti, personale non sanitario degli ospedali con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie e operatori del trasporto infermi, personale delle case di riposo e taxisti. Sono comunque comprese tutte le altre categorie di lavoratrici/lavoratori che dimostrano di aver contratto Il Covid-19 in occasione di lavoro".

Rientrano nella casistica anche gli infortuni cosiddetti "in itinere", accaduti durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, compreso il contagio da Covid-19 avvenuto durante il percorso (mezzi pubblici).

Inoltre, in caso di decesso, ai familiari spetta un riconoscimento economico una-tantum, denominato “Fondo vittime per gravi infortuni sul lavoro”: tale riconoscimento spetta sia ai soggetti assicurati INAIL, sia per coloro non assicurati: militari, forze di polizia, medici di famiglia convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, liberi professionisti.

Da marzo il Patronato Inca Cgil ha attivato 7 linee telefoniche attive 5 giorni alla settimana e un indirizzo e-mail dedicato all’emergenza Covid.

Dall'inizio dell'emergenza l'Inca ha elaborato più di 9.500 pratiche nei confronti degli istituti previdenziali e assistenziali, di cui il 99% svolte esclusivamente in modalità telefonica/virtuale; 1.460 sono state le domande di pensione inoltrate all’INPS; le pratiche di Naspi e e di disoccupazione agricola 1.460; 1.900 richieste di riconoscimenti di invalidità civile; 240 interventi nei confronti dell’Inail; più di 1.000 contatti tra informazioni e attivazione bonus e congedi Covid-19.

M.Sci

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