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Cultura e spettacoli | 09 novembre 2020, 12:57

Il cortometraggio torinese "Cabu Cabu 011" raggiunge il pubblico di Nagoya

Il Comune giapponese ha organizzato il mese scorso la proiezione del film di Matteo Silvan, con una conferenza ad hoc sugli sviluppi del cinema a Torino

Il cortometraggio torinese "Cabu Cabu 011" raggiunge il pubblico di Nagoya

Proseguono le scorribande del tassista abusivo Mamadou, protagonista del cortometraggio Cabu Cabu 011 di Matteo Silvan, realizzato nel 2019 dalla cooperativa sociale Esserci di Torino. Dopo aver ricevuto il Premio del pubblico come miglior corto tra i 20 in concorso al diciannovesimo Glocal Film Festival, il film, scritto da Alberto Dessimone con Roberto Ariagno e Fabrizio Daffara, continua a riscuotere successi non solo sul territorio piemontese, ma anche ben oltre i confini europei. 

Approdato sulla piattaforma dell'Istituto italiano di cultura di Osaka, con sottotitoli in giapponese, lo scorso 3 ottobre ne è stata allestita una proiezione presso il Nagoya International Center, sede di un ricco programma di lezioni per abitanti giapponesi e internazionali, con lo scopo di promuovere l'integrazione sociale. Uno scambio simbolico, che contribuisce a consolidare l'amicizia tra Torino e Nagoya, che quest'anno festeggiano il 15° anniversario del loro gemellaggio.

In quell'occasione, si è anche tenuta una conferenza sulla cultura cinematografica di Torino a cura di Atsushi Tsuboi, voce-direttore della Cinema Skhole di Nagoya.

Ottimo il riscontro del pubblico, con oltre cento richieste di adesione, per raggiungere la quota massima di 80 spettatori in sala, sulla base delle attuali normative imposte dall'emergenza sanitaria. 

Manuela Marascio

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