/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 16 aprile 2021, 18:02

Embraco, Chiorino: "Da sempre al fianco dei lavoratori: pronta a mandare una lettera al giorno a Roma"

L'assessore regionale al Lavoro dopo le proteste di ieri: "Solleciteremo chi oggi ha il titolo esclusivo per evitare il licenziamento collettivo e scongiurare l'irreparabile". Intanto i sindacati si preparano per andare a Roma martedì, con il sostegno dell'arcivescovo Nosiglia

Cartello di protesta in piazza Castello

Continua il conto alla rovescia prima dei licenziamenti dei lavoratori Embraco

"Su Embraco l’ultima parola spetta a Roma. Non mancherò di sollecitare, se necessario anche con una lettera al giorno, chi oggi ha il titolo esclusivo di prendere quella decisione che ci auguriamo possa arrivare in tempo utile, scongiurando l’irreparabile". Così l’assessore regionale al lavoro Elena Chiorino il giorno dopo l’incontro al Mise.

Un vertice che ha ampiamente lasciato l'amaro in bocca ai lavoratori che hanno atteso per ore l'esito in piazza Castello, prima davanti alla prefettura e poi sotto le finestre della Regione, dove soltanto nel primo pomeriggio sono riusciti a farsi ricevere in delegazione, esprimendo tutta la loro contrarietà e delusione.

"Comprendo e condivido pienamente la rabbia dei lavoratori e delle loro famiglie che da anni sono in attesa di un verdetto, ma sono altrettanto dispiaciuta nel sentire le accuse di latitanza da parte della Regione Piemonte in merito alla questione Embraco e dei suoi lavoratori - ha ribattuto Chiorino - Comprendo l’esasperazione, l’incertezza, la rabbia unita alla paura di una data certa che si avvicina e rischia di segnare irrevocabilmente il destino di centinaia di famiglie. Sul piano occupazionale – sottolinea Chiorino - vorrei che fosse ben chiaro come la volontà e l’impegno istituzionale della Regione non è mai venuto meno".

"A chi me lo ha chiesto, non ho mai fatto mancare un’informativa sulla situazione Embraco, sia in consiglio regionale come la scorsa settimana, sia ai sindacati che ieri sono stati invitati in Regione per condividere le informazioni dell’incontro a Roma con il Ministro Giorgetti insieme all’assessore al bilancio Andrea Tronzano. Sul piano industriale mi auguro che le parole del Ministro - incalza Chiorino - si traducano in fatti concreti supportati da una visione politica più ampia di tutela e di rilancio dei territori attraverso un polo - non solo italiano ma anche europeo - per la produzione dei compressori".

"Dall’incontro di ieri tra i governatori della Regione Piemonte e Veneto e il Ministro dello Sviluppo economico Giorgetti è emersa la chiara intenzione di abbandonare il progetto Italcomp, fondato su un ingresso diretto dello Stato nel pacchetto azionario delle aziende coinvolte, per ritentare la via della ricerca di soci privati". Così in una nota la deputata torinese in Commissione Lavoro Jessica Costanzo (Gruppo Misto). "In pratica quel che i lavoratori Ex Embraco hanno già vissuto con la vicenda Ventures e il progetto dell’allora ministro Calenda: un salvatore della patria privato a cui affidare risorse dello stato e strumenti normativi per il rilancio del sito produttivo. Peccato che l’esperimento si sia già concluso malamente una volta".

"Il primo passo da compiere, in ogni caso, è quello di intervenire sull’articolo 37 del Dl Sostegni: va reso operativo, e per questo occorre approvare al Senato l’emendamento che velocizza il finanziamento diretto del Mise alle aziende in amministrazione straordinaria. Altrimenti, se Acc andrà in fallimento, non avremo spazio né per Italcomp, né per il progetto di Giorgetti", ha concluso la Costanzo.

Intanto, sul fronte sindacale non si raffredda la delusione. "Dopo le dichiarazioni rilasciate ieri del ministro Giorgetti - dicono Fim, Fiom, Uilm, Uglm -, il progetto Italcomp pare aver assunto le sembianze di una scommessa da avventurieri. Il metodo proposto dal ministro appare del tutto incoerente sul versante delle tutele che vanno garantite ai 400 lavoratori. A 9 giorni dai licenziamenti, rileviamo che il progetto Italcomp è stato completamente stravolto e che quello del ministro Giorgetti è il quarto piano di salvataggio proposto dal quarto ministro del quarto Governo della legislatura in corso".

E le iniziative per far sentire la voce di chi davvero rischia di rimanere schiacciato in questa vicenda senza fine non si esauriscono qui. "Dato che il Mise non ha ancora convocato un incontro nonostante le ripetute richieste inviate dalle organizzazioni sindacali, Fim, Fiom, Uim, Ulgm Torino manifesteranno insieme ai lavoratori a Roma, presso il Mise, martedì prossimo, 20 aprile". Sarà l'occasione per verificare anche la possibilità di un emendamento da fare al decreto di conversione del decreto “Sostegni”, che permetterebbe di far rientrare anche il caso Acc-Embraco in vista di Italcomp.

Si stanno intanto già preparando i bus che partiranno lunedì sera. E l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, che ieri ha consegnato alcuni pacchi per contribuire al sostentamento degli operai di Riva di Chieri, si è offerto di coprire le spese di viaggio.

M.Sci

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium