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Politica | 16 aprile 2021, 18:25

Posate le recinzioni a San Didero: è il secondo cantiere della Torino-Lione: nei giorni scorsi aveva scatenato le proteste dei No Tav

Il tema Tav arriva anche in Parlamento. Azione: "La tratta italiana è a rischio, si eviti fallimento". La Questura vieta manifestazione No Tav

Posate le recinzioni a San Didero: è il secondo cantiere della Torino-Lione: nei giorni scorsi aveva scatenato le proteste dei No Tav

A San Didero, in Val di Susa, è stata completata la posa delle recinzioni per il cantiere del nuovo autoporto, che nei giorni scorsi ha scatenato le violente proteste dei No Tav. Lo annuncia, su Twitter, Telt (Tunnel Euroalpin Lyon Turin) . "Si tratta - precisa sul social il promotore pubblico incarico di costruire la nuova ferrovia ad Alta Velocità - del secondo sito italiano (dopo Chiomonte) per le opere della Torino-Lione, che proseguono secondo il programma condiviso da Francia, Italia e Ue".

Materiali, lavorazioni e tecnologie sono studiate in ottica green. E' questo l'approccio del nuovo autoporto in corso di realizzazione a San Didero, in Valle di Susa, dove è stata completata la recinzione del cantiere. Sostituirà quello presente oggi a Susa, che ospiterà la nuova stazione internazionale della Torino-Lione, su un'area di circa 68mila metri quadrati tra l'autostrada A32 e la Statale 25 del Moncenisio. Un sito inutilizzato dagli anni Settanta che, dopo 40 anni di abbandono, presenta alcune costruzioni fatiscenti e della vegetazione.

I lavori di realizzazione dell'autoporto, un'opera da 47 milioni, sono gestiti da Sitaf, la concessionaria dell'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, per conto di Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin), il promotore pubblico incarico di costruire la nuova ferrovia.

Intanto il tema Tav torna anche in Parlamento. "Il Governo Draghi riprenda in mano il dossier sulla Tav e imponga un'accelerazione per la ripresa dei lavori della tratta italiana". E' la richiesta che i due parlamentari di Azione, il deputato Enrico Costa e il senatore Matteo Richetti, rivolgono al ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili. In un'interrogazione, ricordano gli esponenti del partito di Calenda, "la tratta di accesso in territorio italiano Torino-Bussoleno è ferma dal febbraio 2019, da quando l'allora ministro Toninelli smantellò l'Osservatorio per l'asse ferroviario Torino-Lione, non rinnovando l'incarico al Commissario di Governo e richiese a Rfi, competente sulla tratta, di sospenderne la progettazione".

Costa e Richetti ricordano anche che senza la realizzazione contestuale della tratta di accesso tra Italia e Francia, "l'intera linea Torino-Lione risulterebbe essere un'opera incompiuta, costringendo il tunnel di base a funzionare ad un terzo della sua potenziale capacità e rendendo l'investimento un improduttivo fallimento" e che "in assenza della tratta italiana, come detto, l'intero progetto sarebbe a rischio e il cofinanziamento comunitario risulterebbe impossibile". Per queste ragioni Costa e Richetti chiedono l'intervento del ministro Giovannini "per riavviare la progettazione da parte di RFI ormai bloccata da oltre due anni e portare finalmente a compimento l'intero progetto, i cui lavori è previsto si concludano, dopo i ritardi di questi anni, non prima del 2032".

Intanto, la Questura ha vietato per ragioni di ordine pubblico lo svolgimento di un raduno promosso in ambito No Tav a San Didero. La manifestazione è intitolata "informativa alle amministrazioni locali sui prossimi lavori del nuovo autoporto". La Questura nell'ordinanza precisa che si potrà tenere in un altro luogo.

redazione

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