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Attualità | 20 aprile 2021, 17:13

"Abolite il vincolo quinquennale, nega il diritto a spostarsi": a Torino la rabbia degli insegnanti (VIDEO e FOTO)

Richiesto alla Regione di lavorare per abrogare il vincolo o per la concessione dell'assegnazione provvisoria

protesta degli insegnanti

"Abolite il vincolo quinquennale, nega il diritto a spostarsi": a Torino la rabbia degli insegnanti

Abolire il vincolo quinquennale. E' questa la richiesta che si leva da piazza Castello, dove una trentina di insegnanti è scesa in piazza per protestare contro un vincolo che limita gli spostamenti dei docenti, anche in caso di necessità.

A scendere in piazza gli insegnanti neoimmessi in ruolo del sindacato Cub, che dopo la manifestazione ha incontrato una dirigente dell'assessorato all'Istruzione della Regione Piemonte, presieduto Elena Chiorino. "Il vincolo quinquennale è una legge che è stata imposta post concorsi avviati e assunzioni programmate: ha bloccato tutti i colleghi immessi dal 2020 in avanti, senza tenere conto dei legami famigliari, della continuità didattica e del diritto alla mobilità costituzionalmente sancito" spiega Giulia Bertelli (Cub Piemonte).

Il comma 3 dell’art.399 del D.Lvo 297/94 prevede infatti che i docenti di ruolo (2020-2021), possano chiedere il trasferimento soltanto dopo cinque anni scolastici di reale servizio nell’istituzione scolastica di titolarità.

La delegazione ha portato alla dirigente dell'assessore una doppia richiesta: l'abrogazione del vincolo o, in attesa del compimento di un iter certamente più complesso, l'assegnazione provvisoria con spostamento di un anno, come già avvenuto in Lombardia: "Abbiamo voluto portare il problema alla Regione, chiedendo che venga fatto un emendamento per cambiare una legge che ha imposto il vincolo. E' una forzatura che nega il diritto alle colleghe che hanno già una classe da anni di poter finire il ciclo scolastico. Vorremmo che venisse concessa almeno l'assegnazione provvisoria, uno spostamento di un anno, e nel mentre di provare ad abrogare il vincolo".

Il sindacato ha poi evidenziato ancora un ulteriore aspetto: quello che, se il trend dei tagli dovesse essere confermato, porterebbe di riflesso a un blocco della mobilità: "Si prevede un taglio di organico talmente enorme, che non vi saranno più i posti per fare la mobilità, per spostarsi" spiegano dal Cub.

"Dagli uffici ci hanno fatto sapere di esser a conoscenza del problema e ritengono che sia doveroso impegnarsi per avere una risoluzione positiva della questione, si impegneranno a sentire in Parlamento quali sono i margini per risolverla: ci hanno garantito di poter parlare con l'ufficio scolastico regionale" ha concluso Bertelli.

Andrea Parisotto

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