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Economia e lavoro | 23 luglio 2021, 15:00

Green Pass, Confesercenti: “Servono correttivi, la responsabilità del controllo non può essere scaricata sulle imprese

Il presidente Giancarlo Banchieri: "Il provvedimento rischia di essere punitivo per i gestori di bar e ristoranti. Incomprensibili l'estensione dell’obbligo a fiere e sagre all’aperto e la mancata riapertura delle discoteche". Coppa (Ascom): "Pubblici esercizi sempre ignorati"

Green Pass, Confesercenti: “Servono correttivi, la responsabilità del controllo non può essere scaricata sulle imprese

“Il green pass, così come è stato delineato, rischia comunque di essere un provvedimento ingiustamente punitivo per le imprese, che non solo devono sostenere l’onere organizzativo ed economico del controllo, ma anche assumersi responsabilità legali che non competono loro”: così Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti, commenta il “decreto Covid” emanato ieri dal governo.

“Noi – continua Banchieri – condividiamo l’esigenza di accelerare l’adesione della popolazione alla campagna vaccinale, ma la collaborazione delle imprese non può diventare un’assunzione eccessiva di responsabilità o un caos organizzativo, anche in considerazione del fatto che il green pass è comunque una forte limitazione dell’attività economica, che andrà certamente indennizzata.

“Restano, inoltre, delle incongruenze incomprensibili. Pensiamo ad esempio all’estensione dell’obbligo anche alle fiere e alle sagre all’aperto, che appare immotivata, visto che notoriamente il pericolo di contagio all’aria aperta è minore. Allo stesso modo, non capiamo perché l’obbligo di green pass non sia sufficiente a riaprire le discoteche: una decisione che rischia di diventare il colpo di grazia per moltissime attività, praticamente chiuse da un anno e mezzo.

“Questo ultimo provvedimento pone a carico di alcuni imprenditori incombenze di particolare onerosità e – in alcuni casi – impossibili da gestire. Chiediamo al governo di aprire un tavolo tecnico ed avviare un confronto con le associazioni che rappresentano le imprese interessate dalle limitazioni. Draghi ci incontri: sono necessari correttivi urgenti e chiarimenti sulle modalità di controllo prima dell’entrata in vigore dell’obbligo”.

“Siamo ancora una volta esterrefatti per il trattamento subito dai Pubblici Esercizi, da parte del governo nei provvedimenti relativi all’uso del Green Pass nei locali al chiuso, in particolare ristoranti e bar", dichiara la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia Maria Luisa Coppa. 

"Siamo d’accordo sull’utilità dello strumento che deve riguardare tutti i settori dai trasporti agli uffici pubblici. Mi auguro che il Green Pass ci permetta finalmente di poter andare in banca senza fissare appuntamenti a lungo termine. I nostri imprenditori non devono sostituirsi alle Asl e alle Forze dell’Ordine per controllare il pubblico, e subire sanzioni per comportamenti irresponsabili".

"È vergognoso che ancora una volta gli aspetti organizzativi ricadano sulle nostre imprese della Somministrazione, aziende già pesantemente colpite dal Covid e gravate dai costi di tutti gli interventi di prevenzione del virus messe in atto nei mesi scorsi".

Comunicato stampa

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