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Sport | 21 agosto 2021, 07:40

Torna il campionato: Juve al Max per riprendersi lo scudetto, il Toro volta pagina con Juric

Dopo una stagione in chiaroscuro, i bianconeri ripartono da Allegri, il tecnico che li aveva condotti a cinque titoli di fila: con un Locatelli in più nel motore. Nessuna rivoluzione al Toro, che spera nelle doti taumaturgiche dell'ex allenatore del Verona dopo un mercato al risparmio

foto di repertorio

Torna il campionato: Juve al Max per riprendersi lo scudetto, il Toro volta pagina con Juric

Con negli occhi e nella mente ancora le immagini del trionfo della nazionale di Mancini a Wembley (e delle 40 medaglie azzurre ai Giochi di Tokyo), ad un mese dalla fine dell'estate d'oro dello sport italiano irrompe il campionato. Che riparte con gli stadi riaperti al 50% e l'obbligo di Green Pass per gli spettatori, con l'Inter con lo scudetto sulle maglie, ma la Juve riaffidata a Massimiliano Allegri come logica favorita. Un Toro cambiato pochissimo, invece, si affida alla cura Ivan Juric per provare a voltare pagina, dopo due stagioni deludentissime.

Il ritorno del conte Max

Con Sarri era arrivato il nono scudetto consecutivo, ma non il tanto desiderato bel gioco e neppure il salto di qualità in Champions, l'anno scorso con Pirlo alla fine sono giunti Supercoppa e Coppa Italia, ma si è trattato di un contentino per chi aveva ben altre ambizioni, frustrate troppo presto sia in campionato che in Europa. Ed allora la Signora ha deciso di tornare al passato, riaffidandosi al tecnico dei cinque titoli di fila, che aveva saputo condurre la Juve anche a due atti finali della Champions.

Allegri rappresenta una certezza, dopo due scommesse rivelatesi non vincenti, perché conosce già bene questo gruppo, perché ha dimostrato di saper gestire i campioni e gli umori di uno spogliatoio ricco di primedonne. E poi perché nel fare il mercato aveva dato poche ma semplici indicazioni alla società: rinforzare il centrocampo era la prima necessità e dopo un lungo corteggiamento alla fine è giunto Manuel Locatelli, jolly capace di abbinare quantità e qualità, che i senatori della squadra, i totem Bonucci e Chiellini, suoi compagni in nazionale, aiuteranno ad inserirsi in fretta.

Voci su Pjanic e Ronaldo

Fino all'ultimo si continuerà a parlare del possibile ritorno di Pjanic e magari anche della cessione di Ronaldo, ma intanto la Juve che sta per rinnovare con Dybala ha già fatto capire che la strada è tracciata: sarà l'argentino l'uomo a cui affidare le chiavi della squadra per il futuro, CR7 (salvo improbabili colpi di scena) si appresta ad iniziare la sua ultima stagione in bianconero.

La Juve riparte domani pomeriggio da Udine, partita che nello scorso campionato venne vinta in rimonta proprio grazie al portoghese e ad una sua doppietta. In avanti c'è la novità rappresentata dal giovanissimo brasiliano Kaio Jorge, ma la certezza è Morata, che Max Allegri ben conosce, oltre a Federico Chiesa, in un reparto ricco di qualità e di alternative, del quale Bernardeschi non farà più parte, visto che il nuovo-vecchio tecnico ha deciso di ritagliargli un ruolo diverso, come mezzala di centrocampo.

La Juve, complici le tante partenze dell'Inter, parte inevitabilmente come favorita, con il Milan di Ibra e la nuova Roma di Mourinho come possibili rivali, al pari dei nerazzurri del nuovo corso targato Simone Inzaghi. Ancora da decifrare il Napoli di Spalletti, un gradino indietro la Lazio di Sarri, mentre l'Atalanta parte a fari spenti ma sogna di accenderli per accecare tutti e stupire. Intanto gli uomini di Gasperini, la squadra più bella da vedere nelle ultime stagioni, partono stasera affrontando il Toro all'Olimpico.

Vecchio Toro affidato ad un nuovo tecnico

I granata, di scena alle 20.45 contro un'avversaria che due anni fa vinse 7-0 e che alla prima casalinga di un anno fa rifilò altre quattro sberle a Belotti e soci, sono gli stessi o quasi delle ultime due deludentissime stagioni. L'attesa rivoluzione di mercato non c'è stata, l'unico volto nuovo negli undici di partenza al debutto in campionato è l'ex juventino Pjaca. Per risparmiare sul suo ingaggio, è stato dato il benservito a Sirigu, affidando la porta a Milinkovic-Savic, con l'esperto Berisha alle sue spalle: i maligni sostengono che in due non valgono l'ex numero uno, approdato al Genoa, di sicuro il Toro è pieno zeppo di scommesse, giocatori da rivalutare, elementi da rilanciare.

Il compito è stato affidato al quinto tecnico dell'ultimo anno e mezzo: il croato Juric ha strappato un ricco contratto triennale, grazie a due stagioni al di sopra di ogni aspettativa a Verona, dove ha saputo condurre nella colonna di sinistra della classifica una banda composta da ragazzotti, gente con tanti anni di B alle spalle e qualche vecchio mestierante che sembrava prossimo alla pensione. Saprà ripetere il (doppio) miracolo in granata? Il nodo è tutto qui. Le ultime parole di Juric dopo il sofferto successo in Coppa Italia sulla Cremonese lasciano intendere che si aspettava qualcosa di diverso dal mercato e pare siano anche volate parole grosse tra lui e il direttore sportivo Vagnati.

Belotti più sì che no

La speranza è che in casa granata non si attendano (come al solito) le ultime 48 ore di agosto e le offerte last minute. E che la fine delle trattative significhi la conferma di Belotti, che ancora non ha detto sì alla proposta di allungamento del contratto. La sua presenza tra i giocatori che hanno posato l'altro ieri con la terza maglia pare un indizio positivo, ma mai dire mai. Un Toro privo del Gallo, dei gol e della leadership del suo capitano, si dovrebbe preparare all'ennesima stagione di sofferenze. Non avendo più in rosa un attaccante da 15 gol sicuri a campionato.

Massimo De Marzi

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