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Attualità | 09 dicembre 2021, 14:10

Due aste deserte, la Città rimette in vendita l'ex Superga di via Verolengo

Il Comune prova la strada della trattativa diretta per cedere l’uso per 99 anni dei capannoni dismessi tra via Orvieto e via Verolengo, ultima traccia dello storico calzaturificio

I capannoni dismessi tra via Orvieto e via Verolengo

I capannoni dismessi tra via Orvieto e via Verolengo

Il Comune di Torino continua a vendere o cedere gli immobili mai riqualificati: a finire nuovamente sul mercato gli ex magazzini della Superga. Dopo due aste bandite nel 2019 e nel 2021 andate deserte, Palazzo Civico tenta la strada della trattativa diretta per cedere l’uso per 99 anni dei capannoni dismessi tra via Orvieto e via Verolengo, ultima traccia dello storico calzaturificio dove sono nate le scarpe da tennis in tela tutt’ora famose in tutto il mondo.

Base di vendita a un milione e 179 mila euro

Il complesso ha una superfice di oltre 3.800 metri quadri e la base di vendita è di un milione e 179 mila euro: il termine ultimo per presentare l’offerta è il 31 gennaio 2022. Come si legge sul sito del Comune: "Il complesso immobiliare, composto da tre corpi verticali (fabbricato ovest a due piani fuori terra; fabbricato centrale a quattro piani fuori terra; fabbricato est a due piani fuori terra), si colloca nel territorio della Circoscrizione 5 (Borgo Vittoria-Madonna di Campagna-Lucento-Vallette) e si inserisce nella trasformazione urbanistica torinese denominata Spina 3".

Qua la storia della Superga

Lo stabilimento produttivo originario, - prosegue - nato nel 1903, ha subito nel tempo notevoli modifiche. Tra il 1917 ed il 1920 viene progettata l’occupazione del lotto che costeggia via Verolengo, con la realizzazione di una palazzina destinata ad ospitare gli uffici dello stabilimento produttivo. Durante gli anni ’60 del Novecento il marchio Superga acquisisce notorietà internazionale, mentre nei decenni successivi, la crisi del settore manifatturiero, comportando il progressivo abbandono delle strutture produttive, conduce alla demolizione di gran parte delle vecchi organismi industriali e alla conseguente edificazione di fabbricati multipiano residenziali e di un’area a verde”.

Attualmente parzialmente usato dalla Città come archivio, il complesso può essere destinato a servizi universitari come centri di ricerca e residenze per studenti; insediamenti residenziali, commerciali e turistico-ricettivi; scuole superiori; uffici pubblici e aree per lo spettacolo come cinema e teatri.

Cinzia Gatti

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