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Economia e lavoro | 19 gennaio 2022, 17:07

Peste suina, Coldiretti e Cia chiedono misure straordinarie per contenere i cinghiali

"E’ indispensabile il controllo sanitario dei capi abbattuti, così da tutelare la salute e creare le condizioni che garantiscano continuità agli allevamenti"

cinghiali - foto d'archivio

Peste suina, Coldiretti e Cia chiedono misure straordinarie per contenere i cinghiali

"Chiediamo un intervento straordinario, che vada oltre le proposte dell’assessorato regionale all’Agricoltura del Piemonte, per contenere il numero di cinghiali e bloccare il diffondersi della Peste suina africana. Come indicato dal ministero della Salute, un efficace depopolamento si raggiunge quando vengono abbattuti il doppio dei cinghiali rispetto ai dati dell’ultimo anno. Questo per il Piemonte significa abbattere 50mila cinghiali. Un obiettivo raggiungibile con regole nuove e omogenee in tutta la Regione". Questo ha fatto presente Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte al tavolo regionale, convocato dall’assessorato all’Agricoltura, per un confronto sulle Linee guida per la gestione venatoria e l’attività di contenimento del cinghiale nella Regione Piemonte e sulla situazione d’emergenza attuale rispetto alla Peste suina africana.

            Per Coldiretti Piemonte sono necessarie azioni che coinvolgano tutti i soggetti interessati sui territori, dai cacciatori agli operatori abilitati, visto che quanto attuato fino a ora è risultato inefficace e fallimentare. "Come abbiamo già fatto presente molte altre volte – prosegue Roberto Moncalvo - occorre bloccare la sperimentazione sulla caccia di selezione con l’uso dei cani in questo mese di gennaio, non solo inutile, ma dannosa in quanto per prevenire l’avanzamento della Peste suina africana è fondamentale ridurre al minimo lo spostamento degli animali".

A questo punto, le azioni che avevamo già indicato alla Regione Piemonte come prioritarie, diventano urgenti - sottolinea il presidente di Coldiretti Piemonte - dal potenziare le attività di contenimento, con azioni straordinarie notturne, anche nei parchi, mediante i più moderni strumenti tecnologici che consentono di agire in sicurezza e con grande efficacia, al riconoscere la possibilità a tutti i proprietari, conduttori di fondi e tutor, abilitati attraverso i corsi già svolti, di installare, anche nelle aree parco, gabbie per la cattura degli animali. E’ indispensabile il controllo sanitario di tutti i capi abbattuti, così da tutelare la salute pubblica e creare le condizioni che garantiscano continuità agli allevamenti domestici presenti a livello territoriale, sanzionando pesantemente chi lo evadesse".

Aspra la critica di Cia Piemonte sulle disposizioni che prevedono “la macellazione immediata dei suini detenuti all’interno degli allevamenti bradi, semibradi e misti che detengono suini (...) e divieto di ripopolamento per sei mesi” e la “programmazione delle macellazioni dei suini presenti negli allevamenti di tipo commerciale e divieto di riproduzione e ripopolamento per sei mesi” nei 78 Comuni dell’Alessandrino circoscritti come zona infetta.

Il provvedimento del ministero della Salute che impone la macellazione dei capi sani e consente ai cinghiali di scorrazzare e riprodursi liberamente è del tutto assurdo. Invece di penalizzare gli allevatori – dichiara il Presidente di Cia Piemonte, Gabriele Carenini - si mettano in campo le misure straordinarie per il contenimento della fauna selvatica che chiediamo da tempo. Si utilizzi l’esercito ove necessario, si istituisca un commissario ad hoc per l’emergenza, si proceda immediatamente con l’abbattimento dei cinghiali”.

A causa dell’immobilismo delle istituzioni degli ultimi anni – conclude Carenini - ci troviamo oggi a dover gestire un’emergenza nell’emergenza, che non potremo superare affidandoci soltanto alla caccia di selezione. Abbiamo bisogno di strumenti nuovi ed efficaci, da utilizzare subito”.

comunicato stampa

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