Attualità | 04 luglio 2022, 12:12

Alberi monumentali, ad Oulx la posa del primo pannello descrittivo

L'inaugurazione avvenuta durante la fiera Boster 2022, andata in scena nel weekend appena trascorso

Alberi monumentali, ad Oulx la posa del primo pannello descrittivo

Ad Oulx è stato posato il primo pannello descrittivo di un albero monumentale. L’inaugurazione sabato 2 luglio nel corso della fiera BOSTER 2022, presenti il sindaco di Oulx Andrea Terzolo, il direttore generale della Direzione Foreste del Mipaaf, Alessandra Stefani, il direttore regionale dell’assessorato Ambiente, Energia e Territorio, Stefania Crotta ed il direttore regionale Opere Pubbliche, Salvatore Femia.

L’albero è un Tiglio, un esemplare monumentale plurisecolare che radica ai margini di un prato ed estende la sua chioma a 24 metri di altezza.

Abbiamo voluto simbolicamente porre il primo pannello descrittivo di un albero monumentale in occasione di un evento importante come BOSTER, la più importante Fiera del Nord Ovest dedicata al bosco ed al territorio che si è conclusa ieri con una notevole partecipazione di pubblico. Ora proseguiremo con la posa dei pannelli descrittivi degli Alberi monumentali che rappresentano uno straordinario patrimonio da proteggere e valorizzare”, dichiara il Vice Presidente della Regione Fabio Carosso.


Nel 2015 sono state avviate le operazioni di censimento degli alberi monumentali in tutta Italia, un bene comune da tutelare per il loro valore naturalistico, paesaggistico e storico-culturale: in Piemonte sono stati catalogati circa 250 esemplari.

Nel corso del 2022 il settore Foreste della Regione, grazie al finanziamento del Fondo nazionale per le foreste dedicato alla tutela e valorizzazione degli alberi monumentali e con il supporto tecnico dell'IPLA, ha curato la realizzazione dei pannelli descrittivi degli alberi censiti, così come previsto dal decreto che indicava la necessità di renderli riconoscibili.

La posa dei pannelli sul territorio piemontese sarà realizzata dalle squadre degli operai forestali regionali a partire da luglio, cominciando dalle località montane (con molti esemplari situati a quota superiore ai 2000 metri) per concludersi in autunno nelle aree planiziali.

comunicato stampa

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Grazia Dosio

Ciao, sono Grazia, e le mie passioni sono camminare e raccontare.
Sono cresciuta a Vaie, in Valsusa, dove l’acqua è cristallina e sa di cielo, e perfino l’ombra, attraverso le fronde dei castagni, ha mille colori.
Quando ero piccola, i miei genitori e i miei nonni mi hanno insegnato a guardare e ad ascoltare, a godermi lo stupore della neve che si scioglie per lasciar comparire le primule, le fragole del bosco, le salamandre timide, i funghi e l’estate, le foglie che s’indorano, la brina leggera, la neve che torna...
Non lo sapevo, ma i racconti ascoltati germogliavano per essere raccontati ancora, e la laurea in Biologia mi ha regalato nuove chiavi per decifrare tutto quello che si muove intorno ai miei passi: le erbe, i boschi, gli animali…e le leggende.
La montagna, così vicina, è uno scrigno di storie, di case che avevano nomi, di sentieri che erano strade di umanità e di conoscenza: un passo dopo l’altro è sempre più forte la curiosità di sapere cosa sentivano, cosa cercavano, cosa fuggivano e in cosa credevano coloro che avevano costruito quelle mulattiere consumate.
Un passo dopo l’altro, mi sono accorta che voglio raccontare.
Ora ho 53 anni e un’abilitazione da guida naturalistica; vivo coi miei figli che cercano le loro strade, le loro cime da conquistare e i loro frutti da attendere e assaporare. Le nostre scoperte si intrecciano, la nostra casa ogni giorno è punto fermo e bivacco, ogni giorno è la nostra ricchezza.

I racconti del vento
La voce del vento, per noi valsusini, è la più familiare, suona in modo diverso attraverso il bosco o tra le vie strette del paese, si gonfia frusciando tra le foglie o cigola coi tronchi spogliati dall’autunno.
Fuori dalle strade trafficate, bastano pochi passi per scoprire le meraviglie infinitamente vicine, quelle che non avevamo mai guardato davvero, le storie che non conoscevamo, o che non ricordavamo più.
Bastano pochi passi per lasciarci alle spalle la noia e riscoprire quel qualcosa che da bambini ci faceva partire incuranti dei rovi e del fango, perché l’avventura era nei boschi dietro casa e nelle stelle cadenti, e la libertà era nella voce del vento...

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