Le prime prove sono state ad Abbadia Alpina, in una casetta con vicino “un bosco un po’ losco”, che ha dato il nome al gruppo. Il primo concerto invece è stato nel luglio del 1992 proprio a San Bernardo a Bibiana ed è lì che sabato i Loscki Bosky torneranno per uno spettacolo, che celebra il trentesimo compleanno e sarà dedicato alla costumista Carmen Sanua, scomparsa di recente, compagna del cantante e autore Corrado Defendi, originario di Cavour e di casa a Bricherasio, conosciuto come ‘il Loscko’. È lui il filo rosso che collega questi tre decenni di storia del gruppo famoso per rifare canzoni famosi, prevalentemente straniere, in versione demenziale in piemontese e talvolta in italiano: attorno a lui sono ruotati 10 batteristi, 7 bassisti, 10 chitarristi e 4 tastieristi.
Alcuni degli ex saranno protagonisti della serata alla Locanda della frazione, che inizierà alle 21,30, con possibilità di fare cena prima su prenotazione: Bruno Comparetto (alias ‘Brunello di Montalcino’), Stefano Ricca, Eugenio Martina, Marco Bertelli Motta (‘Burtu’), Matteo Doria, Danilo Comba, Marco Boaglio e Massimo Pollo, padre di Arianna che gestisce il locale che ospita l’evento. A occuparsi del service, gratuitamente per l’occasione, sarà Valter Carle.
La serata sarà aperta dalla formazione attuale, che assieme al ‘Loscko’ vede alla chitarra Ivan Audero, al basso Bruno Veglio, alla tastiera Marco Priotti e alla batteria Mario Valenzisi.
“Per me i Loscki Bosky sono sempre stati una famiglia, dove ci si poteva dire le cose e confrontarsi – racconta Defendi –. Ogni componente doveva metterci del suo in un brano e non imitare altri. Sono contento che partecipino al trentennale anche vecchi componenti, perché si potranno notare le differenze nei brani e sarà una festa”.
Negli anni, seppur l’impronta non sia mai cambiata, il gruppo si è evoluto: “Eravamo più rockettari, anche se non ho mai amato invitare la gente a ballare, perché la gente balla se vuole – rivela ‘il Loscko’ –. Ora il nostro pubblico è portato di più all’ascolto e noi facciamo numerosi cambi di costume, che era una cosa nata per scherzo”.
Dal 1992 sono stati oltre 300 i concerti e non mancano aneddoti divertenti: “Vent’anni fa siamo andati a suonare in un posto, che però aveva chiuso per ferie, senza dirci nulla. Allora abbiamo montato gli strumenti fuori, ci siamo allacciati alla corrente del vicino, che ce l’ha concesso, e abbiamo iniziato a suonare all’aperto, finché non sono arrivati i carabinieri che hanno contattato i titolari e hanno fatto aprire loro il locale per continuare dentro come festa privata – ricorda –. Un’altra volta, invece, io e un altro componente del gruppo abbiamo preso due date nello stesso giorno e ci siamo trovati a suonare sia a Barge sia a Bagnolo Piemonte per non scontentare nessuno, con il pubblico che ci ha seguito nello spostamento”.