Ennesimo atto di vandalismo ai giardini Alimonda nel quartiere Aurora, dove la base dell’albero di Natale installato per le feste è stata spezzata e danneggiata. “Dopo la slitta si sono accaniti anche contro l’albero, ora le palline non ci sono più o quasi” denuncia con amarezza il presidente di Arqa, Giovanni Sepede.
Ultima beffa
Per i residenti della zona si tratta dell’ennesimo episodio che si somma a una lunga serie di atti di degrado e vandalismo che da tempo affliggono lo spazio verde della Circoscrizione 7.
La scena che si è presentata nei giorni scorsi ha lasciato nuovamente sgomenti gli abitanti: l’albero natalizio, simbolo di festa e buon augurio, è stato danneggiato e privato delle decorazioni, rendendo evidente l’azione di gruppi di giovani che, secondo Sepede, “girano nel quartiere Aurora e sono sempre i soliti” con comportamenti che stancano sempre più chi vive e vuole riqualificare la zona.
20 giorni di problemi
La recrudescenza dei danni non è una novità per i giardini Alimonda. Già a dicembre la storica slitta di Babbo Nataleinstallata per le festività - un’attrazione amata dalle famiglie del quartiere - era stata danneggiata in due diverse occasioni in meno di una settimana, costringendo l’associazione a rimuoverla definitivamente per evitare ulteriori rotture.
In quell’occasione Sepede aveva espresso profonda delusione: “La prima volta poteva essere un caso, ora no… Sono bande di ragazzini annoiati, a cui probabilmente tutto questo dà fastidio” e aveva annunciato la decisione di non riparare più la slitta, perché “siamo sicuri che qualcuno la romperebbe di nuovo”.
Lanci di bottiglie
Questi episodi si sommano ad altri fenomeni di disagio. Nel mese di dicembre, sempre nei pressi dei giardini Alimonda, erano stati segnalati anche lanci di bottiglie e risse tra gruppi di ragazzi, con vetri rotti e momenti di tensione che hanno spaventato le famiglie che frequentano l’area.
Per i residenti, tuttavia, non si tratta solo di vandalismo occasionale ma di una situazione che evidenzia un problema sociale più profondo: “Siamo esasperati, non ce la facciamo più”, raccontano, denunciando l’assenza di controlli efficaci e chiedendo misure concrete per restituire sicurezza al bistrattato giardinetto.
















