Una manifestazione che, anche quest’anno, ha offerto una fotografia aggiornata delle trasformazioni in corso nel largo consumo, mettendo al centro il ruolo strategico della MDD nel sistema economico italiano.
Tra i momenti più rilevanti della due giorni, l’intervento del Ministro Lollobrigida ha richiamato con forza il valore del Made in Italy e della filiera come asset competitivo del Paese. Un messaggio chiaro: la Marca del Distributore non è più un fenomeno marginale, ma una componente strutturale dell’industria e della distribuzione, capace di generare valore economico, occupazione e innovazione, se sostenuta da scelte responsabili e da una visione di lungo periodo.
La MDD, oggi, è chiamata a farsi carico di nuove responsabilità. Non solo in termini di accessibilità dei prezzi, ma anche di qualità dei prodotti, trasparenza delle informazioni e affidabilità delle filiere. A MARCA 2026 è emersa con evidenza una maturazione del modello: le insegne e i produttori lavorano sempre più come partner, condividendo obiettivi, dati e strategie, in un contesto in cui il consumatore chiede coerenza e credibilità.
Uno dei temi centrali affrontati durante la manifestazione è stato quello della sostenibilità, intesa non come slogan, ma come requisito concreto. Il dibattito si è spostato dal singolo elemento – come il packaging – a una visione più ampia che comprende processi produttivi, tracciabilità, governance e impatti lungo tutta la catena del valore. In questo scenario, la sostenibilità diventa un fattore competitivo e un elemento distintivo per la Marca del Distributore.
Ampio spazio anche all’innovazione e alla digitalizzazione. L’intelligenza artificiale, l’analisi avanzata dei dati e il category management evoluto stanno cambiando il modo in cui la distribuzione interpreta i consumi e costruisce l’offerta. Le tecnologie consentono maggiore precisione nelle scelte assortitive e una migliore lettura dei bisogni dei clienti, ma richiedono competenze adeguate e una guida strategica chiara.
Non meno rilevante il focus sul comparto Non Food, sempre più centrale nelle strategie delle insegne. Qui la MDD è chiamata a confrontarsi con aspettative crescenti in termini di qualità percepita, design, durabilità e responsabilità ambientale. Il prezzo resta importante, ma non è più l’unico criterio di scelta: affidabilità e coerenza diventano determinanti.
A emergere con forza, infine, è il tema delle competenze. La trasformazione della distribuzione moderna passa dalla capacità di formare persone in grado di leggere il cambiamento, interpretare i dati e prendere decisioni consapevoli. La collaborazione tra industria, distribuzione e istituzioni diventa quindi un fattore chiave per sostenere l’evoluzione del settore.
MARCA 2026 si conferma così un osservatorio privilegiato sulla distribuzione moderna e sulla Marca del Distributore. Un luogo di confronto tra imprese, istituzioni e territori, dove il Made in Italy non è solo un valore da raccontare, ma una responsabilità da esercitare ogni giorno lungo tutta la filiera.



















