Il Piemonte avanza nella digitalizzazione agricola con il progetto Food Metaverse Platform, presentato ufficialmente mercoledì 21 gennaio 2026 al Grattacielo della Regione Piemonte.
L’iniziativa, nata dall’accordo sottoscritto lo scorso settembre in occasione della fiera internazionale Cheese a Bra, vede la collaborazione tra Regione Piemonte – Direzione Agricoltura e Cibo e il Settore Fitosanitario insieme a Diagram Spa e la Fondazione Agrion, per lo sviluppo di servizi di rilevamento dati agrometeorologici a supporto del sistema agricolo regionale.
Il progetto, che coinvolge le filiere vitivinicole, olearie, cerealicole e ortofrutticole, consente non solo la creazione di un ecosistema digitale integrato, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze del Made in Italy, ma contribuisce anche al rafforzamento della raccolta e dell’analisi dei dati agrometeorologici- direzione del vento, pioggia, umidità, temperatura, caratteristiche del suolo e delle colture e radiazione solare. Tutti i dati confluiranno in una piattaforma progettata per: supportare le aziende, favorire la riduzione dell’impiego di agrofarmaci, spingere all’uso più efficiente della risorsa idrica, dunque, ad una gestione più efficace e sostenibile degli impianti di irrigazione e migliorare la qualità delle produzioni.
A dare il via al convegno è Piercarlo Rossi, responsabile scientifico dell’iniziativa e professore ordinario dell’Università di Torino. Durante il suo intervento sono state evidenziate le finalità e le attività previste del progetto, nonché l’installazione, sull’intero territorio piemontese, di 400 nuove stazioni agrometeorologiche definite anche “capannine”.
Una nuova infrastruttura tecnologica che si innesta su un patrimonio informativo consolidato: la Rete agrometeorologica regionale (Ram) composta da 144 stazioni, che dispone di oltre 25 anni di osservazioni sul territorio agricolo piemontese. Una risorsa di grande valore per l’agricoltura.
Le stazioni meteo impiegate sono dotate di sensori avanzati per la rilevazione di umidità e temperatura dell’aria, bagnatura fogliare e altri parametri climatici.
Le tecnologie adoperate costituiscono un’infrastruttura digitale fondamentale per ottimizzare la gestione delle risorse idriche, pianificare in modo mirato gli interventi fitosanitari e supportare le decisioni agronomiche grazie all’integrazione di sistemi DSS (Decision Support System).
Trovano applicazione in ambiti strategici come l’agrometeorologia e il monitoraggio ambientale, settori chiave per una gestione sostenibile, efficiente e basata su dati concreti.
Tra i temi affrontati, è stata approfondita anche la sinergia tra pubblico e privato per la ricerca in agricoltura attraverso l’intervento di tre figure di rilievo nel progetto: Luisa Ricci, del Servizio Fitosanitario di Regione Piemonte, Salvatore Parlato, manager Infrastruttura Food Metaverse Platform e il Presidente di Fondazione Agrion, Giacomo Ballari.
«Negli ultimi anni l’agricoltura ha dovuto affrontare in modo più ricorrente, eventi atmosferici estremi e violenti: piogge, grandine e siccità, hanno compromesso intere produzioni. Proprio per questo afferma Ballari - come centro di ricerca, ci impegniamo sempre più a supportare il comparto agricolo, soprattutto dopo l’evoluzione normativa avvenuta a marzo, con la modifica della legge istitutiva della Fondazione e l’integrazione della ricerca climatica. Innovazione e tecnologia possono oggi fare la differenza, aprire nuove opportunità e rendere le aziende agricole più sostenibili. Noi vogliamo dare il nostro contributo ed essere parte attiva di questa trasformazione».
La conclusione delle installazioni è prevista entro la fine di marzo 2026 ed attualmente il numero di capannine montate dai tecnici di Fondazione Agrion, ammonta a circa 180 così distribuite sul territorio regionale: Cuneo 91, Torino 38, Asti 30, Alessandria 19, Vercelli 2.
A dare risalto al convegno, sono state a seguire, tematiche incentrate sul ruolo dell’innovazione digitale come leva per rafforzare la sostenibilità delle aziende agricole e favorire lo sviluppo di nuove competenze e l’importanza dei dati, considerati come uno strumento di supporto alle decisioni e mezzo per costruire strategie più efficaci.
Ampio spazio è stato inoltre dedicato alle associazioni di categoria agricole: Cia Piemonte e Valle d’Aosta, Coldiretti Piemonte e Confcooperative Fedagripesca Piemonte presenti con i rispettivi presidenti.
A concludere il convegno, in videocollegamento da Roma Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte: «Dal clima ai mercati internazionali – ha sottolineato l’assessore - stiamo vivendo un periodo di rapidi cambiamenti che ci impongono di affrontarli con determinazione e in tempi accelerati. Il percorso che stiamo facendo con Agrion nel campo della ricerca e l’innovazione – dal fronte climatico alla lotta ai parassiti alieni fino alla genetica - è funzionale ad affrontare questa sfida. Il Piemonte custodisce una produzione agroalimentare straordinaria che non è sufficientemente conosciuta sui mercati ma dispone di tutti i requisiti per poter traguardare gli obiettivi che merita. Per questo abbiamo sottoscritto il protocollo per il monitoraggio climatico con Diagram, che è una delle più importanti società a livello europeo nel settore e che estenderemo a tutti i comparti produttivi. Vogliamo che il nostro agroalimentare possa generare valore per i nostri produttori e sposarsi sempre più con il turismo e la promozione, per farsi apprezzare come merita e conquistare i mercati con le sue eccellenze. Proprio in questi giorni sono a Roma, al Ministero dell’Agricoltura e a quello del Turismo, per concertare ai massimi livelli nazionali i diversi strumenti. Abbiamo parlato di Dop, di razze autoctone, di riforma dei consorzi irrigui, della possibilità di individuare risorse nuove da far affluire verso il Piemonte. È un grande e metodico lavoro certosino che ha già segnato un primo traguardo: da somme non utilizzate sul Csr abbiamo recuperato a bilancio per il 2026 ben 40 milioni di finanza fresca per l’agricoltura piemontese».














