La promessa era di una proroga tecnica al 28 febbraio e di valutare la trasformazione delle Case della salute di Vigone, Cumiana, Borgaretto e Pianezza in Case della comunità spoke. Il 31 dicembre, però, è passato e nessun atto è stato pubblicato dalla Regione.
Le quattro strutture sanitarie sono in funzione, ma tecnicamente la sperimentazione si è conclusa. E c’è preoccupazione sulle coperture economiche delle prestazioni di queste settimane, come sul futuro di questi poli e dei servizi che erogano. La prima a sollevare la questione, stamattina, è stata la consigliera regionale Pd Monica Canalis, che riprende le promesse di Regione ed Asl To 3 e incalza: “Auspichiamo che arrivi presto un atto formale dell’assessorato regionale alla sanità, che proroghi l’attuale scadenza del 31 dicembre e ponga le basi della riconversione in case della comunità spoke, confermando che le Case della salute sono state un modello e un retroterra ideale per le Case della comunità”.
A premere sono anche i sindacati. La Cgil esprime timori sul futuro dei servizi ai cittadini: “Non possiamo rischiare di smantellare gli attuali servizi erogati, penalizzando ulteriormente le cittadine e i cittadini già pesantemente toccati dalle carenze dell’attuale sistema sanitario”. E concorda con la Uil sulla necessità di difendere i posti di lavoro: “Va aggiunta la crescente preoccupazione per la tutela delle lavoratrici e lavoratori che, con passione e abnegazione, hanno contribuito a garantire servizi di qualità alle cittadine e cittadini. Lavoratrici e lavoratori che ad oggi, grazie al silenzio delle istituzioni responsabil, non hanno alcuna certezza del proprio futuro lavorativo”.














