Il Mercosur come ostacolo più insidioso, ma anche l’India come nuova frontiera. Senza dimenticare l’Australia, con la quale un accordo commerciale in ambito Ue sembra ormai imminente. Le esportazioni piemontesi vivono un periodo di enorme incertezza (o quantomeno di riposizionamento), anche se i numeri dimostrano uno stato di salute importante. L’immagine che restituisce il nuovo rapporto di Confindustria Piemonte mostra tutte le sfide oggi sul tavolo.
Sei su dieci esportano, tante crescono
“Due dati sono particolarmente interessanti: il 60% delle nostre imprese esporta e il 40% ha visto aumentare il proprio fatturato (il 35,5% parla comunque di stabilità, ndr)", dice Andrea Amalberto, presidente Confindustria Piemonte. "Ci siamo, sui mercati esteri. Ma questo non basta. Ci aspettiamo che sul Mercosur si possa andare avanti quantomeno in maniera transitoria: è un mercato importante con una bilancia commerciale positiva, ma che può crescere ancora. Per quanto riguarda l’India, anche dopo i contatti diplomatici degli scorsi mesi, il rapporto sottoscritto rafforza il percorso che avevamo intuito. Cercheremo di fare qualche missione su Argentina, Canada e appunto India, per accompagnare le nostre imprese in questo territorio”.
Rapporto con l’India
“Dobbiamo smettere di piangerci addosso - prosegue - siamo una regione manifatturiera e possiamo competere. Gli indiani hanno comprato Iveco e Pininfarina (senza dimenticare Italdesign, ndr), stanno investendo qui e sono interessati. Abbiamo grande potenziale per i costruttori di pezzi e fornitori delle case produttrici. C’è grande possibilità ed è un Paese molto popoloso: se il loro Pil aumenta, abbiamo possibilità di aumentare le esportazioni. Anche se sanno anche produrre, dal tessile proprio all’auto, ma le possibilità sono enormi”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Confindustria nazionale, come dice Barbara Cimmino, vicepresidente con delega per l’Internazionalizzazione: “Per il Piemonte, l’accordo firmato a Nuova Dehli è notizia strepitosa perché ri-orienta due settori importanti come automotive e componentistica, formando un mercato di 2 miliardi di consumatori. Consumatori che riconoscono il valore del Made in Italy nonostante la pressione della Cina". E ancora: “Cerchiamo molta relazione con i territori - aggiunge - per creare ricadute positive anche per altre aree del Paese. Per l’Internazionalizzazione è imprescindibile guardare al mondo, ma partendo dalle situazioni locali”.
Tra dazi USA e scorte
Sul fronte dei dazi Usa, al di là dell’Atlantico si registra la crescita maggiore nell’arco dell’anno. “Le aziende Usa hanno fatto scorta e magazzino prima dell’avvento delle tariffe e oggi l’impatto negativo non è ancora chiarissimo. Abbiamo poi una serie di prodotti che continueranno ad arrivare negli Stati Uniti, ma a prezzi più alti e i consumatori non saranno contenti”.
“Le aziende piemontesi sono fortissime esportatrici nonostante le difficoltà - aggiunge Alessandro Battaglia, presidente commissione internazionalizzazione e attrazione investimenti di Confindustria regionale - C’è coraggio e resilienza. E c’è un interesse crescente per alcune aree extra Ue".
Filiere pronte, tra Spazio e macchinari
“Il lavoro che facciamo come Ceipiemonte è sulle filiere - conclude il presidente Dario Peirone - e questo ci consente di avere una mappatura delle competenze piemontesi e le relative opportunità di business. Ora esploriamo Medio Oriente e Asia e con i nuovi accordi potremmo penetrare mercati più complessi come Mercosur e India”.
“Le più importanti e preparate sono Aerospazio e mobilità, non solo automotive, ma un concetto più ampio. Ma anche macchinari industriali dal packaging al testing. Imprese che per loro natura non fanno volumi enormi, ma la prospettiva di crescita è molto interessante. E poi ci sono i Green building, molto interessanti dal punto di vista delle competenze”.
Tronzano: "Internazionalizzazione come pilastro"
Numeri che soddisfano anche la giunta reginale. “La fotografia che ci restituisce l’indagine di Confindustria Piemonte conferma con forza che l’internazionalizzazione è e deve continuare ad essere un pilastro strategico per la crescita del nostro sistema produttivo. Le imprese piemontesi, anche nei contesti più complessi, continuano a innovare, esportare e investire. Compito delle istituzioni è accompagnare questa capacità con strumenti efficaci e visione di lungo periodo”, dice l'assessore regionale al Bilancio, Attività produttive e Internazionalizzazione, Andrea Tronzano. “Sono numeri che evidenziano in modo netto come oltre il 58% delle imprese abbia rapporti strutturati con l’estero: il 40% ha incrementato il fatturato export negli ultimi tre anni e cresce l’attenzione verso mercati ad alto potenziale quali Emirati, India, Canada, Giappone. A fronte di una competizione globale sempre più serrata, il Piemonte dimostra di avere imprese pronte e ambiziose”.















