Si terrà a Roma, in Senato, il prossimo 11 febbraio alle 18, la presentazione del libro di Luca Spaziante “Chirurgia dell’Anima: oltre la forma, verso l’essenza”. Il volume, scritto dal noto chirurgo plastico torinese, si discosta dal formato del manuale tecnico per proporre un racconto tra medicina, arte e filosofia.

“C’è un punto - spiega Spaziante, Dirigente Medico presso la SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva della Salute e della Scienza di Torino, Coordinatore degli Ambulatori di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso GVM Clinica Santa Caterina, Direttore Scientifico di Art Beauty Clinic e membro del Comitato Tecnico Scientifico ACTO Piemonte - spesso sottovalutato, in cui medicina, arte e filosofia smettono di essere materie e diventano la stessa cosa: quando provano a dare forma a ciò che, per sua natura, sfugge. Il dolore, la paura, la fragilità, la speranza. La medicina ci arriva con il corpo, l’arte con le immagini e i simboli, la filosofia con le domande che non si lasciano chiudere in una diagnosi”.
“Un modo semplice per raccontarlo - prosegue Spaziante - è partire da una scena concreta: una persona entra in studio, o in reparto, e dice una frase apparentemente pratica. ‘Mi fa male qui.’ ‘Non riesco a dormire.’ ‘Non mi riconosco più.’ Il medico ascolta, raccoglie dati, cerca nessi. Ma intanto accade un’altra cosa, più silenziosa: quella persona sta costruendo un racconto di sé, spesso frammentato, spesso confuso. È qui che l’arte e la filosofia diventano sorprendentemente vicine alla medicina, perché insegnano a stare dentro quel racconto senza semplificarlo troppo in fretta”.
Per Spaziante “l’arte, in fondo, ha sempre fatto una cosa che in medicina è preziosa: rende visibile l’invisibile. Non soltanto la malattia “disegnata” nei manuali, ma la malattia vissuta. Un volto stanco, una postura che parla, un colore che cambia significato. Pensiamo a quanto conti, nella relazione di cura, la capacità di cogliere un dettaglio: lo sguardo che si abbassa, il modo in cui una mano stringe l’altra, il tono con cui una frase viene detta. Non sono “poesie”: sono segnali. E i segnali, spesso, arrivano prima degli esami”.
“La filosofia - conclude - entra in scena quando il medico e la persona davanti a lui si accorgono che non basta riparare un’unità anatomica. Perché la domanda vera raramente è solo ‘che cos’ho?’, ma ‘che cosa mi sta succedendo?’ e ‘che cosa significa per me?’. Non serve essere accademici: basta riconoscere che ogni malattia, anche la più “meccanica”, ha un effetto sul modo in cui ci pensiamo. E ogni cura, anche la più efficace, non è mai soltanto tecnica: è un cambiamento nella vita quotidiana, nell’identità, nelle relazioni”.
All’appuntamento, promosso dalla senatrice Paola Ambrogio e organizzato dalla moderatrice, Cristina Del Tutto, Direttore di Radio Parlamentare Percorso Consapevole, parteciperanno anche il Direttore Generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Livio Tranchida, il Prof. Maurizio Pompili (Direttore UOC di Psichiatria AOU Sant’Andrea di Roma), il Prof. Carlo Ventura (Direttore Laboratorio di Biotecnologie e Ingegneria delle Cellule Staminali, INBB - Editor Lab di Bologna), la Dott.ssa Elisa Picardo (Presidente ACTO Piemonte e ginecologa AOU Città della Salute e della Scienza di Torino) e il Prof. Francesco De Lorenzo (Presidente FAVO).














