Il territorio ha scelto di esserci, di riconoscersi e di raccontarsi partendo da ciò che tiene insieme comunità, ambiente e futuro. Domenica 8 febbraio, negli spazi del salone LanzoIncontra, “La Casa Comune che… c’è” non è stata solo un evento, ma un momento di consapevolezza collettiva, capace di dare voce a un impegno diffuso e quotidiano che attraversa la città e le sue Valli.
L’iniziativa, promossa dalla Città di Lanzo Torinese insieme al circolo Acli di Lanzo, ha messo al centro le persone e le realtà che, spesso lontano dai riflettori, si prendono cura del territorio sotto molteplici forme: dalla tutela dell’ambiente alla gestione responsabile delle risorse, dall’educazione alla sostenibilità fino alla cura delle relazioni sociali. Un pomeriggio pensato come spazio di incontro reale, in cui fermarsi, guardarsi negli occhi, scambiare idee e costruire connessioni. Ad aprire simbolicamente l’evento è stato il taglio del nastro circolare, alla presenza del sindaco Fabrizio Vottero e del vicesindaco Fabrizio Casassa. Un gesto carico di significato: non una separazione, ma l’apertura di un cerchio. Un cerchio che non ha spigoli né confini, che non esclude e non divide, ma invita a entrare. Il segno concreto di una casa comune che esiste già, che abitiamo ogni giorno e che chiede di essere custodita insieme.
Nel corso del pomeriggio, il salone LanzoIncontra si è trasformato in una vera e propria mappa del territorio, animata da ventisette realtà diverse per storia, ambiti e linguaggi, ma unite da una visione condivisa. Accanto al circolo Acli di Lanzo erano presenti associazioni ambientaliste come Ata, Pro Natura Animali e Autostrada delle Api, realtà impegnate nella valorizzazione dei sentieri e del paesaggio come l’Associazione Sentieri Alta Val Malone, Se.Sa.Mo. e il Cai Alpinismo Giovanile di Lanzo, insieme al Consorzio Forestale delle Valli di Lanzo e agli uffici forestali dell’Unione montana Alpi Graie e dell’Unione montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone. Hanno portato il loro contributo anche esperienze legate alla sostenibilità sociale ed energetica, come la Comunità Energetica Rinnovabile Cer Sinergie, CaritasRiuso, Spesa Sospesa Lanzo e il progetto Vesti, accanto a cooperative e realtà del terzo settore come Crisalide, Dalla Stessa Parte, Strass&Baratt e il Centro Diurno “L’Elfo”. Non sono mancati il mondo della scuola e della formazione, rappresentato dall’istituto superiore “Fermi-Galilei” di Ciriè, così come esperienze culturali e scientifiche, dal Gruppo Astrofili “E.E. Barnard” al Laboratorio di Energia Mentale, fino alla presenza dell’ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali e del consorzio Cisa. A completare il quadro, associazioni sportive e di relazione con l’ambiente come Alpi Kayak, realtà fondiarie come Asfo La Chiara, iniziative di cittadinanza attiva promosse dai Giovani delle Acli di Torino, esperienze personali e progettuali come quelle di Toni Farina, e la cornice della mostra geologica del Col del Lys curata da Arpa, che ha arricchito ulteriormente il percorso.
Il titolo dell’evento richiama l’idea della “casa comune”, espressione che invita a riconoscere come ambiente e comunità siano parti di un unico sistema. Un messaggio chiaro: non esistono problemi ambientali separati da quelli sociali, ma una responsabilità condivisa che si traduce in scelte quotidiane, stili di vita consapevoli e partecipazione attiva. È a livello locale che queste sfide trovano risposte concrete, ed è proprio qui che il territorio dimostra di saper fare la propria parte. “La Casa Comune che… c’è” ha restituito l’immagine di una comunità viva, capace di fare rete e di costruire futuro partendo dalle relazioni. Non una semplice vetrina, ma l’avvio di un percorso condiviso, in cui le idee diventano azioni e la cura del territorio diventa un impegno comune. Un cerchio aperto, pronto ad allargarsi, perché la casa comune non è un luogo da difendere da soli, ma uno spazio da abitare insieme.














