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Economia e lavoro | 12 febbraio 2026, 11:22

Quarto posto per il Piemonte per l’indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly 2025

Felici: “Fondamentale accompagnare le imprese guidate da under 35 attraverso misure concrete che favoriscano l’accesso al credito, la semplificazione burocratica e il supporto alla formazione e all’innovazione”

Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Piemonte

Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Piemonte

Quarto posto per il Piemonte per l’indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly 2025 (ICYF), con un punteggio di 673, ma il dato va letto senza filtri: siamo al 2° posto per Occupazione ma scendiamo al 4° posto per vitalità del sistema produttivo, solo al 10° posto performance del sistema educativo e precipitiamo al 16°posto per capacità amministrativa e inclusione territoriale.

L’indice elaborato da Confartigianato Imprese misura quanto i diversi territori italiani offrono condizioni favorevoli ai giovani ed è calcolato a partire da 27 indicatori (elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Inps, Istat e Unioncamere), ognuno dei quali standardizzato su una scala compresa tra 100 e 1000 punti dove 1000 rappresenta la condizione più favorevole, 100 quella meno favorevole. Ai primi tre posti per valore dell’ICYF troviamo la Lombardia (con indice pari a 709, il 22,5% superiore alla media nazionale), seguita dall’Emilia-Romagna (con indice pari a 687, il 18,6% superiore alla media nazionale) e il Veneto (con indice pari a 680, il 17,4% superiore alla media nazionale).

Torino è la provincia più performante della regione dell’indice ICYF 2025 (657 punti, quarta posizione nazionale). Analizzando i singoli pilastri emergono Cuneo per occupazione e dinamiche giovanili e Torino per struttura e vitalità del sistema produttivo, per capitale umano e istruzione e per capacità amministrativa e inclusione territoriale.

 I pilastri nel dettaglio

Per Occupazione e dinamiche giovanili - categoria che riassume la capacità dei territori di offrire ai giovani opportunità lavorative di qualità (contratti stabili), di contenere la platea di under 30 esclusi da percorsi di studio-lavoro e la proiezione demografica dei prossimi 25 anni della popolazione 25-34 anni - si registrano condizioni migliori per le regioni di Veneto (1° in classifica), Piemonte  (2° in classifica) e Umbria, mentre quelle peggiori si riscontrano Sardegna (20°, ultima in classifica), Campania e Calabria.

Per Struttura e vitalità del sistema produttivo – categoria che coglie quanto il sistema delle imprese sia in grado di rigenerarsi, crescere e coinvolgere le nuove generazioni e che comprende gli indicatori relativi alla presenza di imprese nuove e giovanili, alla loro capacità di sopravvivenza, al livello retributivo dei dipendenti, nonché alla capacità di apertura del mondo imprenditoriale verso i giovani (diffusione di tirocini e PCTO) - si registrano condizioni migliori per le regioni di Lombardia (1°), Campania (2°), Lazio (3°) e Piemonte (4°) e peggiori per quelle di Valle d’Aosta (20°), Marche e Toscana.

Per Capitale Umano e Istruzione – ambito che raccoglie la qualità e le performance del sistema educativo e formativo, la diffusione di competenze alfanumeriche e trasversali tra i giovani, la quantità di laureati, nonché la capacità del territorio di attrarre e valorizzare giovani ad alto titolo di studio - si registrano le condizioni migliori per le regioni di Lombardia (1°), Umbria e Emilia-Romagna, mentre il Piemonte scende al 10° in classifica. Quelle peggiori: Sicilia (20°), Campania e Calabria.

Infine per il quarto pilastro relativo alla Capacità amministrativa e inclusione territoriale - categoria che valuta quanto l’amministrazione pubblica locale e i servizi territoriali siano efficienti, accessibili e di qualità, contribuendo a creare un contesto favorevole per i giovani e le famiglie e che include gli indicatori relativi alla capacità di conciliare vita-lavoro, alla diffusione dei servizi sociali ed educativi, alle condizioni abitative (affitti/equità abitativa) e alle relazioni digitali con la Pubblica amministrazione - si registrano le condizioni migliori per le regioni di Emilia-Romagna (1ª), Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia. Il Piemonte è solo al 16° posto. Quelle peggiori: Lazio (20°), Campania e Molise.

“Oggi il Piemonte è davanti a un bivio: continuare a vivere di rendita, contando su un mercato del lavoro altalenante, oppure elaborare una politica generazionale che rimetta al centro istruzione, servizi, qualità della vita e innovazione produttiva – è la riflessione di Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Piemonte”.

“In Italia come in Piemonte e a Torino, il numero dei giovani è crollato in concomitanza con la diminuzione della popolazione giovane e con un impetuoso aumento di anziani. Per questo – continua Felici - riteniamo fondamentale accompagnare le imprese guidate da under 35 attraverso misure concrete che favoriscano l’accesso al credito, la semplificazione burocratica e il supporto alla formazione e all’innovazione. E,’ inoltre, fondamentale riconoscere un credito di imposta per i giovani che vogliono rilevare l’azienda di famiglia, subentrare in un’impresa già avviata o creare una propria attività. Se da un lato settori tradizionali soffrono maggiormente, dall’altro la crescita dei servizi alle imprese e la stabilità di altri settori dimostrano che, con le giuste competenze e opportunità, i giovani possono ancora costruire il proprio futuro da protagonisti”.

“Il nostro territorio, come tutta l’Italia, ha bisogno di nuove generazioni di imprenditori capaci di portare innovazione e valore aggiunto nei settori ad alta intensità di conoscenza – conclude Felici - Chiediamo alle Istituzioni di intervenire con politiche mirate, investendo nelle competenze e nella digitalizzazione per rendere più attrattiva e sostenibile la scelta imprenditoriale per i giovani. Non possiamo permetterci di perdere le imprese giovanili: il futuro dell’artigianato e dell’economia del nostro Paese dipende dalla capacità di sostenere chi ha il coraggio di mettersi in gioco”.

comunicato stampa

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