Un quarantenne affetto da una grave malattia degenerativa è il primo paziente che in Piemonte ha potuto accedere al suicidio medicalmente assistito. L'uomo si è spento nella propria abitazione, come riporta l'agenzia di stampa Ansa, alla presenza dei medici di sua scelta e con il supporto logistico dell'Asl To4 di Torino.
Era stato lui, alcuni mesi fa, a chiedere all'azienda sanitaria accedere al fine vita volontario. Nelle scorse settimane, attraverso una commissione interdisciplinare l'Asl aveva riconosciuto la sussistenza dei requisiti precisando però che non avrebbe messo a disposizione né farmaci né assistenza.
Filomena Gallo, segretaria nazionale dell'associazione Luca Coscioni, si era proposta per affiancare dal punto di vista legale paziente e famiglia: "Alberto aveva chiesto all'Associazione Luca Coscioni informazioni sulla procedura per chiedere le verifiche del Servizio sanitario per accedere all' aiuto alla morte volontaria. La sua storia è reale, così come lo sono stati la sofferenza e il percorso condiviso con la famiglia. Garantire il diritto all’autodeterminazione nel fine vita significa fare in modo che nessuno debba lottare contro lo Stato per vedere riconosciuto un diritto che la Costituzione già garantisce”.
Per Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni “Alberto ha dovuto subire 8 mesi di condizioni di sofferenza insopportabili e di agonia prima di ottenere ciò che avrebbe dovuto ottenere da subito: l’aiuto medica alla morte volontaria da parte della ASL e del Servizio Sanitario Nazionale. Questo è un diritto in tutta Italia, anche se il Governo vorrebbe cancellarlo con una legge e anche se troppe Regioni continuano a ostacolarlo e boicottarlo”














