In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche, conflitti ancora aperti e nuove incertezze sugli equilibri commerciali globali, le imprese piemontesi si trovano ad affrontare una fase particolarmente delicata. Ai dazi statunitensi si somma infatti un quadro internazionale instabile che rischia di incidere ulteriormente sulle esportazioni, sulla competitività e sui costi delle filiere produttive regionali.
L’analisi sui flussi commerciali evidenzia come l’incremento complessivo del 7,2% dell’export italiano verso gli Stati Uniti nel 2025 sia stato determinato in larga parte dal brillante andamento del settore farmaceutico, che ha segnato un balzo del 54% a 15,7 miliardi di euro, diventando il primo comparto per quota sul totale delle vendite negli USA.
Al netto del farmaceutico, le vendite verso il mercato americano registrano una contrazione dell’1,7% (-863 milioni), mentre le produzioni tipiche del Made in Italy accusano un calo del 3,7% (-1,3 miliardi). Tra i settori più penalizzati figurano auto (-18,5%), mobili (-8,2%) e prodotti in metallo (-7,9%), ambiti nei quali molte imprese piemontesi sono fortemente radicate e che stanno risentendo delle tensioni commerciali internazionali. La filiera moda, invece, segna una crescita del 2,4%, confermando la resilienza di tessile, abbigliamento e pelletteria.
A livello globale, il farmaceutico continua a trainare le esportazioni italiane, con crescite significative in Francia (+111%), Spagna (+156%) e India, mentre si registrano flessioni in Germania (-13,2%) e nel Regno Unito (-1%). Anche l’import di prodotti farmaceutici dagli Stati Uniti è raddoppiato, arrivando a 14,6 miliardi su un totale di 35, con una forte accelerazione nell’ultima parte dell’anno.
“È evidente – commenta Giovanni Genovesio, Presidente CNA Piemonte – che le imprese piemontesi attive nei settori tradizionali del Made in Italy, in particolare automotive, meccanica e metalli, stanno attraversando una fase complessa legata alle tensioni commerciali e agli scenari internazionali. I dazi e le restrizioni non hanno mai favorito l’economia: al contrario, il libero scambio, come ci ha insegnato un grande statista come Cavour, è alla base del progresso e della crescita. Occorre garantire stabilità e certezza agli scambi internazionali e accompagnare le nostre imprese verso nuovi mercati con strumenti di sostegno e internazionalizzazione.”
Sul fronte organizzativo e strategico interviene anche Delio Zanzottera, Segretario CNA Piemonte: “Le piccole e medie imprese piemontesi dimostrano ancora una volta grande capacità di adattamento, ma non possono essere lasciate sole di fronte a scenari geopolitici così mutevoli. Serve una strategia europea chiara e una politica industriale che tuteli il valore delle filiere territoriali, rafforzando competitività, innovazione e presenza sui mercati esteri.”
Particolare attenzione al comparto agroalimentare arriva da Claudio Fantolino, Presidente regionale CNA Agroalimentare: “Il nostro settore rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy e un elemento identitario del Piemonte. Anche se l’agroalimentare non è tra i comparti più colpiti in termini percentuali, ogni incertezza sui mercati esteri pesa sulle imprese artigiane e sulle piccole produzioni di qualità. Difendere il libero scambio significa tutelare lavoro, tradizione e territorio.”
I dati confermano come i settori tradizionali del Made in Italy verso gli USA abbiano registrato un calo del 3,7%, mentre l’export globale italiano nel 2025 chiude con un +1,7%, grazie alla crescita verso i Paesi UE (+2,6%), il Regno Unito (+3,4%), i Paesi OPEC (+9,4%) e l’India (+4%), a fronte di una flessione a due cifre (-13,4%) sul mercato cinese.
















