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Attualità | 04 marzo 2026, 06:50

Ernesto, il volontario che salva le piantine del Sangone: “Ma serve una mano per il taglio dell’erba” [FOTO]

A 72 anni cura il verde attorno alla Bela Rosin: “Una passione nata quasi per caso”

Ernesto Di Carlo, 72 anni, volontario nel parco del Sangone

Ernesto Di Carlo, 72 anni, volontario nel parco del Sangone

Tre ettari di area verde che si estendono dagli orti comunali fino all’inizio della Castello della Bela Rosin. È questo parte del cuore verde del parco Sangone, uno spazio prezioso per il quartiere Mirafiori Sud che negli ultimi anni può contare anche sull’impegno silenzioso di un volontario speciale. Un uomo chiamato a mettere mano su quel bosco urbano nato nel 2021, grazie a un accordo tra la Città e le aziende Rina e Arbolia, ma oggetto di buona manutenzione soltanto per un paio d’anni.

Il tempo libero per il suo parco

Lui è Ernesto Di Carlo, 72 anni, ex direttore amministrativo della Procura generale di Torino. Da un paio d’anni ha scelto di dedicare parte del suo tempo libero alla cura dell’area verde, come volontario del gruppo Miraflores. Una passione nata quasi per caso, ma cresciuta giorno dopo giorno, fino a diventare un impegno costante.

Attrezzi propri e tanta dedizione

Ernesto arriva al parco con i suoi attrezzi personali: martello, sega, forbici per potare. Tutto di sua proprietà. Dal Comune di Torino ha ricevuto l’assicurazione sul lavoro, mentre per il resto mette a disposizione tempo, competenze e tanta buona volontà. Si occupa di potature, di “riesumare” le piantine coperte dalle erbacce non tagliate, di sistemare e rinforzare i sostegni a protezione degli alberi più giovani. Un lavoro paziente e meticoloso, spesso poco visibile ma fondamentale per la sopravvivenza del verde urbano. “Ho salvato parecchie piantine e parecchi sostegni - racconta -. Mi spiaceva vederle in quello stato pietoso”. Parole semplici che spiegano meglio di qualsiasi slogan il senso del suo impegno.

Una passione nata da poco, ma già radicata

Quella per la cura del verde è una passione sbocciata negli ultimi due anni. Prima il lavoro in ambito amministrativo, oggi il contatto diretto con la natura. Un cambio di prospettiva che per Ernesto rappresenta anche un modo per restituire qualcosa alla città. Il suo è anche un contributo che si inserisce in un contesto più ampio di volontariato civico, dove da tempo i cittadini di ogni età scelgono di prendersi cura degli spazi comuni, affiancando l’attività ordinaria dell’amministrazione.

L’appello: “Una mano per il taglio dell’erba”

Accanto alla soddisfazione per i risultati ottenuti, c’è però anche una richiesta concreta. “Chiediamo al Comune una mano per il taglio dell’erba - spiega Ernesto -. I volontari si impegnano, ma possono arrivare fino a un certo punto”. Un appello che non ha il tono della polemica, ma quello della collaborazione. Nel 2021, infatti, il parco Sangone è stato al centro di un importante intervento di riforestazione urbana: grazie a un accordo di sponsorizzazione tra il Comune di Torino, Arbolia e Rina, è nato un nuovo bosco urbano di oltre due ettari con 2.114 alberi di 13 specie autoctone - tra cui pioppo nero, frassino, bagolaro e tiglio - in grado di assorbire più di cento tonnellate di CO₂ e circa 400 chili di Pm10 all’anno. “Dal 2023, però, è venuto meno l’accordo e come risultato le erbacce hanno cominciato a prendere il sopravvento”. Da qui nasce l’appello del buon Ernesto.

Sull'argomento ha presentato un'interpellanza anche il capogruppo di "Noi progettiamo per la 2", Davide Schirru, per chiedere lumi rispetto alla situazione del taglio dell'erba.

Philippe Versienti

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