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Chirurgia dell'Anima | 21 marzo 2026, 09:00

La bellezza non si spiega: si riconosce, si svela e si rivela

La bellezza non si spiega: si riconosce, si svela e si rivela

Che cos’è la bellezza? E’ soggettiva o oggettiva? E’ una mera questione estetica o ha a che fare direttamente con l’anima? Me lo sono chiesto più volte in varie fasi della vita e in diversi contesti, dal personale al professionale.

Mia madre dipingeva e nel suo modo di guardare una tela bianca c’era già tutto il mistero della bellezza: qualcosa di silenzioso, di profondo, di impossibile da spiegare fino in fondo. Non era teoria, era presenza. Era la sensazione che davanti a certe forme e a certi accordi di colore si producesse dentro di noi un’emozione autentica, quasi una sospensione. In quelle pennellate la mamma esprimeva e creava bellezza, con una forza che irradiava tutta la casa come una luce intensa e magnifica.

Ma la bellezza e i concetti che gravitano intorno ad essa mi hanno seguito, forse per uno strano gioco del destino, per tutta la vita. Ho scelto di fare il medico, il chirurgo plastico, colui che, detta in parole semplici, restituisce forma ed estetica in chi l’ha perduta, riscopre la bellezza in chi ha perso la sua sicurezza e non si riconosce più allo specchio, colui che, con un atto medico, tenta di curare anche un forte disagio psicologico che può compromettere la qualità della vita di parecchie persone. 

Il tutto, naturalmente, dopo uno studio rigoroso del corpo umano, della scienza medica, delle tecniche chirurgiche più sofisticate e innovative, non perdendo mai il focus sulla precisione e sulla responsabilità della cura. Ma quella domanda non mi ha mai lasciato. Anzi, proprio lavorando ogni giorno sulle forme del corpo, ho capito con ancora più chiarezza che la bellezza vera non coincide con una misura, con un canone o con un modello imposto. È qualcosa di più sottile e più profondo.

Forse per questo alla mia passione per la medicina e per la chirurgia, ho sempre affiancato quella per l’arte, che - in ultima analisi - è perlopiù ricerca di bellezza e armonia. Cosa c’è infatti di più bello di una statua di Michelangelo o di Canova, con le loro perfette rappresentazioni anatomiche e la quasi mistica espressività dei personaggi scolpiti nel marmo. O Cosa c’è di più armonioso di una sinfonia di Mozart, dove ogni nota sembra comunicare direttamente con le nostre anime. E ancora: che cosa c’è di più emozionante di un dipinto di Michelangelo Merisi, il Caravaggio, che ha rivoluzionato il mondo dell’arte con il sapiente uso delle luci o di una foto di Mitch Epstein, dove il colore quasi ti travolge con la sua intensità. 

E, forse come riflesso condizionato, ho portato questo sensibilità per la bellezza nel mio mestiere tenendo sempre ben presente che quando andiamo a modificare anche un solo difetto non lo facciamo per stravolgere, ma per restituire. 

Restituire l’immagine nella quale il paziente si riconosce senza stravolgere. Rivelare e non trasformare. Con la consapevolezza che, proprio come recita il titolo del mio libro, la chirurgia plastica non è soltanto un mero intervento sul corpo: è e deve essere anche “chirurgia dell’anima”.

Luca Spaziante 

Chirurgo Plastico

Dirigente Medico SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva - AOU Città della Salute e della Scienza, Coordinatore degli ambulatori di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica - GVM Clinica Santa Caterina, Torino, Direttore Scientifico - Art Beauty Clinic, Membro del Comitato Tecnico Scientifico - ACTO Italia e ACTO Piemonte.

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