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Sanità | 04 maggio 2026, 18:31

Orbassano, al San Luigi Gonzaga nasce il Giardino Riabilitativo: la natura entra nei percorsi di cura

La storica “palestra a cielo aperto” dell’ospedale riqualificata e ampliata con nuove aree dedicate alla garden therapy, ortoterapia e floriterapia

Orbassano, al San Luigi Gonzaga nasce il Giardino Riabilitativo: la natura entra nei percorsi di cura

Uno spazio terapeutico all’aperto progettato per integrare la natura nei percorsi di cura e riabilitazione dei pazienti con disabilità motorie e cognitive: è il nuovo Giardino Riabilitativo, inaugurato oggi presso l’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano.

Il progetto rappresenta l’evoluzione della storica “palestra a cielo aperto” dell’ospedale, oggi riqualificata e ampliata con nuove aree dedicate alla garden therapy, ortoterapia e floriterapia, configurandosi come un vero e proprio setting clinico integrato, rivolto a pazienti con patologie neurologiche, ortopediche, oncologiche e cardiorespiratorie.  

Un dispositivo terapeutico a tutti gli effetti

Il Giardino non è uno spazio accessorio, ma uno strumento clinico avanzato, progettato insieme ai professionisti sanitari, medici e infermieri, per lavorare su obiettivi riabilitativi precisi: recupero motorio, equilibrio, coordinazione, autonomia e benessere psicologico.

«Il giardino riabilitativo amplia concretamente le possibilità terapeutiche, consentendo di lavorare sul recupero funzionale in contesti più vicini alla vita quotidiana - ha dichiarato Sabrina Dal Fior, direttrice della Medicina Fisica e Neuroriabilitazione del San Luigi. «Le attività all’aperto migliorano la partecipazione del paziente, favoriscono l’aderenza al trattamento e contribuiscono al recupero dell’autonomia».

Nel nuovo spazio, ogni elemento – dai percorsi con superfici differenziate alle aree per ortoterapia – è pensato per stimolare mobilità, resistenza, motricità fine e coinvolgimento attivo, con effetti attesi anche sul tono dell’umore e sulla qualità complessiva dell’esperienza di cura.  
«Questo giardino rappresenta un passo concreto verso un modello di sanità sempre più centrato sulla persona - ha sottolineato Davide Minniti, direttore generale dell’AOU San Luigi Gonzaga «capace di integrare efficacia clinica e qualità dell’esperienza di cura. Investire in ambienti terapeutici come questo significa migliorare gli esiti, ma anche restituire dignità e normalità al percorso di ricovero».
Il progetto rafforza il posizionamento del San Luigi come struttura innovativa, in linea con i modelli internazionali degli healing environment, dove lo spazio diventa parte integrante della terapia. 

Determinante la collaborazione con la Fondazione Agrion, che ha affiancato l’Azienda ospedaliero-universitaria nella progettazione e realizzazione del giardino, con il supporto tecnico di Asproflor.

Le attività di orto e floriterapia si sviluppano attraverso otto cassoni contenenti specie vegetali differenti che consentono di diversificare le attività per i pazienti, tra queste: la messa a dimora di piante orticole, la raccolta degli ortaggi prodotti, percorsi sensoriali con le erbe aromatiche e la semina di fiori. Questo, stimolerà la manualità fine e i sensi. La selezione delle specie vegetali è stata orientata inoltre verso varietà utili al benessere, resilienti dal punto di vista climatico e con lo scopo di favorire la biodiversità. 

«Fondazione Agrion porta avanti oggi numerosi progetti che vedono protagonisti spazi verdi, benessere del cittadino e biodiversità» ha sottolineato Giacomo Ballari, presidente di Fondazione Agrion. «Con ‘La natura che cura’ ci occupiamo   nello specifico dell’ambito sanitario, contribuendo alla realizzazione di ambienti che accompagnano i percorsi terapeutici e offrono sostegno concreto ai pazienti durante la degenza. Le nostre competenze consentono di seguire l’intero processo, dalla definizione dello spazio fino alla scelta delle specie vegetali, combinando funzionalità, valore estetico e potenziale terapeutico». Il progetto si distingue anche per l’attenzione alla sostenibilità e alla biodiversità, con l’impiego di materiali recuperati dalla filiera agricola e la selezione di specie vegetali resilienti e funzionali al benessere.

«Il Giardino Riabilitativo del San Luigi Gonzaga rappresenta un esempio concreto di come la sanità pubblica possa evolvere integrando innovazione clinica, attenzione alla persona e sostenibilità ambientale» commenta Federico Riboldi, assessore alla Salute della Regione Piemonte. «Portare la natura all’interno dei percorsi di cura significa migliorare non solo gli esiti riabilitativi, ma anche la qualità dell’esperienza dei pazienti, favorendo benessere, autonomia e partecipazione attiva. Questo progetto testimonia la capacità delle nostre strutture di adottare modelli avanzati, in linea con le migliori esperienze internazionali, e di costruire percorsi di cura sempre più umani e vicini ai bisogni delle persone».

«La Fondazione Agrion è oggi il nostro braccio operativo sul fronte dell'innovazione e della ricerca applicata in agricoltura» ha dichiarato Paolo Bongioanni, assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte. «Supporta la struttura della Regione su molteplici ambiti: dalla risposta alle sfide dei cambiamenti climatici all'ottimizzazione delle produzioni attraverso ricerca e innovazione, fino alla tutela della biodiversità e alla riqualificazione degli spazi verdi. Due importanti aspetti oggi da curare per il benessere sociale, per favorire il turismo e offrire valore al nostro territorio, ricco di eccellenze. Con l’inaugurazione del giardino riabilitativo di oggi, dimostriamo come la natura, se progettata con rigore scientifico, sia capace di trasformare l'ambiente ospedaliero da semplice luogo di degenza a vero spazio di rigenerazione. È un progetto che conferisce un valore aggiunto straordinario al Piemonte e che ci conferma una regione all'avanguardia, poiché capace di far dialogare ricerca scientifica, armonia ambientale e cura della persona».

Il contributo dell’Associazione San Luigi Gonzaga ONLUS

Un ruolo importante è stato svolto dall’Associazione San Luigi Gonzaga ONLUS, attiva dal 2002 nel supporto ai progetti dell’ospedale. L’Associazione aveva già contribuito nel 2019 alla realizzazione del primo percorso riabilitativo all’aperto e ha successivamente sostenuto nuovi interventi di riqualificazione, inclusa l’area dedicata anche alla relazione con gli animali domestici.  Grazie a questo impegno congiunto, il Giardino Riabilitativo si presenta oggi come una palestra terapeutica a cielo aperto, capace di unire cura, relazione e qualità della vita.

Una nuova idea di ospedale

Il Giardino Riabilitativo dell’AOU San Luigi Gonzaga rappresenta un modello avanzato di integrazione tra medicina, ambiente e comunità: uno spazio inclusivo e condiviso, dove la cura continua anche fuori dai reparti e dove il paziente può ritrovare energia, motivazione e autonomia. Lo spazio è progettato per accogliere i degenti, ma anche i familiari, rendendo il percorso di cura un'esperienza supportata.
 

comunicato stampa

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