L’orologeria di lusso guarda al 2026 con un segnale moderatamente positivo, secondo i dati diffusi dalla Federazione dell’industria orologiera Svizzera, Il mese di marzo ha segnato una lieve battuta d’arresto per l’orologeria svizzera, con esportazioni in calo dell’1% su base annua. Il bilancio del primo trimestre resta però positivo, 6,2 miliardi di franchi svizzeri, pari a una crescita dell’1,4% rispetto ai primi tre mesi del 2025. Un dato che fotografa una fase di assestamento più che una vera accelerazione generalizzata, con un mercato che sembra premiare maggiormente la selezione, la qualità e la capacità di distinguere i modelli realmente interessanti da quelli spinti solo dall’effetto moda.
Per Paolo Cattin, esperto e profondo conoscitore del settore, questa dinamica conferma una trasformazione già visibile da tempo tra collezionisti, appassionati e investitori del comparto luxury watch. Dopo gli anni della corsa quasi indiscriminata verso pochi modelli iper-desiderati, il mercato degli orologi di lusso sta entrando in una fase più razionale. Il compratore evoluto osserva con maggiore attenzione le condizioni dell’orologio, la presenza di scatola e documenti, la coerenza del prezzo, la rarità della configurazione, ma anche la reputazione del venditore e la solidità del brand nel tempo.
«Il dato del primo trimestre 2026 va letto con equilibrio. La crescita dell’1,4% segnala una certa tenuta del settore, ma racconta soprattutto un mercato più maturo, meno impulsivo e più selettivo. L’orologio importante resta un oggetto di desiderio, identità e valore, ma oggi viene scelto con maggiore consapevolezza rispetto al passato», spiega Paolo Cattin.
Il quadro è interessante perché marzo ha mostrato una lieve contrazione, mentre il trimestre rimane positivo e questo significa che l’orologeria di fascia alta continua ad avere una domanda importante, pur dentro una dinamica più articolata rispetto agli anni di maggiore euforia. La spinta emotiva esiste ancora, soprattutto sui modelli iconici, ma viene accompagnata da una valutazione più attenta del rapporto tra prezzo, stato di conservazione e prospettive di tenuta nel tempo. Il mercato secondario, in questa fase, diventa uno degli osservatori più importanti perchè è lì che si misura la reale forza di un modello, al di là del listino e della comunicazione dei marchi. Un orologio molto desiderato in boutique può avere comportamenti diversi nel tempo se prodotto in grandi quantità, se sostenuto da una domanda temporanea o se legato a mode troppo rapide. Al contrario, referenze meno urlate possono rivelarsi interessanti quando presentano proporzioni corrette, storia coerente, condizioni eccellenti e una disponibilità limitata. l tema della selezione è particolarmente vicino a Paolo Cattin, da anni punto di riferimento per il collezionismo di Rolex Daytona e profondo conoscitore delle referenze oro con cinturino in pelle, una categoria nella quale il valore dipende dalla coerenza dell’esemplare, dalla configurazione, dalla qualità delle componenti e dalla storia che accompagna l’orologio.
«Il collezionista esperto compra con gli occhi, ma decide con il metodo. Oggi il nome sul quadrante continua a contare, certamente, ma da solo basta sempre meno. Un orologio va valutato nella sua interezza, referenza, anno, configurazione, stato della cassa, quadrante, bracciale, documentazione, manutenzione e provenienza. La differenza tra un acquisto felice e un errore costoso spesso si trova nei dettagli», prosegue Cattin.
La selezione riguarda anche il rapporto tra nuovo, usato e vintage. Il nuovo conserva una forte attrattività, soprattutto quando legato a liste d’attesa, lanci limitati o modelli iconici. Il secondo polso, però, permette di osservare con maggiore precisione il comportamento reale della domanda. Il vintage, a sua volta, richiede competenza ancora più alta, originalità delle componenti, eventuali sostituzioni, interventi di restauro, quadranti ristampati o parti non coeve possono incidere in modo rilevante sul valore finale. Questa maturazione del mercato modifica anche il profilo dell’acquirente. L’orologio di lusso continua a essere un simbolo di status, ma sempre più spesso viene scelto come bene culturale, oggetto identitario e possibile componente di una collezione ragionata. La logica del “comprare perché sale” lascia spazio a una prospettiva più solida, che è quella dell’acquistare ciò che si comprende, ciò che si può verificare e ciò che conserva una coerenza nel tempo.
«L’orologeria vive di passione, ma la passione ha bisogno di conoscenza. Il momento attuale premia chi studia, chi si informa, chi accetta di farsi guidare e chi evita l’acquisto dettato solo dalla fretta. Nel lusso contemporaneo la vera differenza non è possedere l’orologio più appariscente, ma scegliere quello giusto, al prezzo corretto, con le garanzie adeguate», sottolinea Paolo Cattin.
Il segnale del primo trimestre 2026, quindi, può essere interpretato come una stabilizzazione del comparto più che come un ritorno automatico agli anni della crescita facile. Per i brand, significa dover lavorare ancora di più su qualità, coerenza e autenticità del prodotto e per i collezionisti, significa entrare in una stagione in cui la competenza torna a essere decisiva. Per il mercato, significa passare da una fase dominata dall’hype a una fase in cui ogni acquisto deve essere sostenuto da una valutazione più completa. L’orologio di lusso comunque mantiene intatta la propria forza simbolica e resta un oggetto capace di unire meccanica, estetica, memoria, status e investimento personale. Cambia, però, il modo in cui viene scelto e il 2026 sembra aprire una stagione meno rumorosa e più selettiva, nella quale il valore non si misura solo nella notorietà del marchio, ma nella qualità complessiva del pezzo e nella capacità di riconoscerla prima degli altri.
«Il mercato sta dicendo una cosa molto chiara, ovvero che gli orologi importanti continueranno a interessare, ma il tempo degli acquisti superficiali si sta riducendo. La vera competenza sarà distinguere ciò che è semplicemente desiderato oggi da ciò che avrà ancora senso domani», conclude Cattin. https://paolocattin.ch




















