Oggi il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio è intervenuto in audizione plenaria davanti alle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato, riunite presso il Senato della Repubblica, nell’ambito dell’esame degli schemi di intesa preliminari tra Governo e Regioni relativi all’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica.
All’audizione, svoltasi a Palazzo Carpegna, erano presenti anche l’assessore regionale all’Autonomia Enrico Bussalino, il direttore della giunta regionale Paolo Frascisco e la responsabile del Settore Attività legislativa e consulenza giuridica della Regione Raffella Porrato.
“Oggi il Piemonte chiede di poter gestire in modo più diretto alcune funzioni strategiche. Non vogliamo più poteri, ma più responsabilità per poter rispondere più in fretta e meglio ai bisogni delle nostre comunità e dei cittadini - ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. Pensiamo alla sanità: oggi molte risorse trasferite dallo Stato hanno destinazioni già rigidamente definite, mentre una maggiore autonomia ci permetterebbe di intervenire in modo più mirato sulle specificità e sulle reali esigenze dei territori. Lo stesso vale per la previdenza complementare e integrativa. Abbiamo zone montane e aree marginali dove è sempre più difficile trovare medici, ma anche insegnanti e personale qualificato. Con questi strumenti potremmo prevedere forme di previdenza integrativa e incentivi per chi sceglie di lavorare e servire lo Stato in territori più complessi e disagiati. Per quanto riguarda la Protezione civile, pensiamo alla possibilità di intervenire con maggiore tempestività nelle emergenze in caso di calamità naturali. La richiesta di autonomia differenziata per il Piemonte parte da un percorso avviato già nel 2018 dalla giunta Chiamparino, ampliato nel 2019 e rilanciato nel luglio 2024 con la richiesta formale al Governo di riaprire il confronto sull’Autonomia differenziata che oggi ci vede, insieme a Lombardia, Liguria e Veneto, qui in aula dopo la firma della pre-intesa con il presidente del Consiglio Meloni – ha proseguito Cirio -. L’Autonomia differenziata non rappresenta una divisione del Paese, e bene ha fatto il governo a prevedere i Lep: è uno strumento previsto dalla Costituzione per rendere più efficienti le istituzioni. La nostra è quindi una richiesta avanzata con garbo istituzionale verso il nostro Paese, che amiamo profondamente e di cui, avendo avuto la prima Capitale, ci sentiamo parte fondatrice. Il famoso km zero che sbandieriamo tanto come strumento di qualità per ciò che mangiamo, credetemi vale anche per ciò che amministriamo”, ha concluso il presidente Cirio.
“Questo percorso - sottolinea l’assessore regionale all’Autonomia, Enrico Bussalino - nasce dalla volontà di costruire una pubblica amministrazione più moderna ed efficiente. L’Autonomia significa capacità di programmazione e valorizzazione delle specificità territoriali, con l’obiettivo di migliorare i servizi e ridurre i tempi burocratici per cittadini e imprese. Avere strumenti più flessibili significa poter costruire politiche pubbliche più adatte alle reali esigenze delle comunità locali, sempre nel rispetto dell’unità nazionale e dei livelli essenziali delle prestazioni garantiti dallo Stato”.
Dopo il passaggio parlamentare, il procedimento proseguirà con la definizione delle intese definitive tra Governo e Regioni interessate.













