Buoni doccia ai senzatetto, ma senza sapone e asciugamano. La notizia aveva fatto scalpore, e ora a chiedere alla Città di aggiustare questa stortura è la Circoscrizione 4. Infatti, a Torino, le persone senza fissa dimora possono essere prese in carico dai servizi sociali, che tra le altre cose fornisce loro la possibilità di utilizzare gratuitamente i bagni pubblici comunali.
I costi
Il "buono doccia" che ricevono, però, copre soltanto l'acqua, mentre sapone e asciugamano hanno un costo che, seppur minimo, per chi non ha niente può essere un problema ed equivalere alla scelta se pulirsi o mangiare. Il costo di una saponetta nei bagni pubblici è infatti di 30 centesimi, così come per una dose di shampoo, mentre l'affitto dell'asciugamano costa 1 euro. "Si tratta di un regolamento molto vecchio che pensiamo che oggi non vada più bene" - ha spiegato il presidente della Circoscrizione 4 Alberto Re.
Così, la giunta di circoscrizione ha lavorato al problema, presentando un ordine del giorno a firma Marcello Badiali, coordinatore alla Pianificazione Territoriale, e Gianvito Pontrandolfo, coordinatore a sanità, servizi sociali e integrazione, dove chiedono al Comune di includere anche shampoo, bagnoschiuma e asciugamano nei buoni doccia forniti alle persone più fragili.
Anche i consiglieri di Forza Italia, Felice Scavone e Walter Caputo, si erano più volte interessati alla questione, presentando alcuni documenti tra cui un'interpellanza discussa proprio nel consiglio del 27 maggio, quando il Consiglio di Circoscrizione ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno della maggioranza.
Docce più care il sabato
Oltre all'inclusione nei buoni del costo di sapone e asciugamano, Badiali e Pontrandolfo hanno chiesto anche di uniformare i prezzi delle docce pubbliche tra i diversi giorni della settimana. Infatti, un'altra peculiarità del servizio, che forse arriva da molto lontano nel tempo, è il fatto che il sabato le docce costino di più rispetto agli altri giorni: 1,90 euro contro 1,70. Il prezzo di shampoo e asciugamano è invece invariato.
"Dal bagno pubblico di via Bianzé mi hanno spiegato che questa differenza viene dal passato - ha spiegato Badiali -, quando le docce pubbliche erano usate da molte più persone e in tanti andavano il sabato, creando confusione. Avevano alzato i prezzi per spingere chi poteva ad andarci negli altri giorni".
Un aiuto per chi è solo
Infatti, non bisogna pensare che solo le persone senza fissa dimora utilizzano i bagni pubblici, anche se si tratta della maggioranza. Tra quelli che pagano il servizio, ci sono molti anziani che preferiscono lavarsi con un supervisore, per evitare incidenti. "Il buono gratuito raggiunge le persone che vivono in strada e non possono permettersi quella spesa per lavarsi - ha commentato Re - ma gli ingressi a pagamento sono utilizzati da persone che possono permetterselo. Sappiamo di persone anziane che hanno disponibilità economica e vanno comunque nei bagni pubblici perché sono persone sole".












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