“Ciascuno di noi ha bisogno di carità”. L’arcivescovo di Torino, il cardinale Roberto Repole, ha iniziato con queste parole la Messa per le celebrazioni di San Giovanni, patrono di Torino. “Bisogna avere cura dei più fragili, i più poveri, gli esclusi, chi viene emarginato. Soltanto così si è una comunità. E perché questo avvenga non è sufficiente che ci siano buone leggi, che ci sia giustizia. È indispensabile che ci sia il sovrappiù della carità. Siamo qui per invocare questo dono per la nostra città”.
Lasciare il passo ai più giovani
E durante la predica, ha aggiunto: “Giovanni Battista patrono della nostra città continua a essere un faro per la nostra vita: dobbiamo diventare adulti in grado di cedere il passo ai più giovani, a chi si affaccia alla vita e ha tutto il diritto di indicare le linee di un futuro che sarà soprattutto suo e di farlo con il diritto di fare errori”.
“Di fronte alla rapidità dei cambiamenti del mondo che affannano le vecchie generazioni è sempre più importante dare spazio ai giovani. I nostri figli sono spesso molto preparati, creativi e ricchi di ideali. Sono la più grande opportunità del nostro tempo: non facciamoli aspettare. Li stiamo mettendo in prima fila o li teniamo perennemente in panchina? Sono numericamente pochi rispetto agli anziani, ma rischiano di non essere mai visti”.

Età media troppo alta
“L’età media dei dirigenti italiani è di 50 anni contro i 45 dell’Europa e si diventa professori ordinari tra i 50 e i 58 anni mentre in Europa si scende a 40. Cosa aspettiamo a dare una spinta ai giovani? A dare loro spazio”.
“Le generazioni del passato devono lasciarsi affiancare e condurre i giovani alle nuove responsabilità, lasciandosi indicare direzioni nuove”.
Violenza senza ascoltare il malessere
“Ho sofferto molto di fronte alla violenza dei movimenti giovanili antagonisti: la condanna dei gesti di violenza non deve mai essere in dubbio, ma la polemica ci ha forse distratto dai messaggi di disagio dei giovani arrabbiati e dei tanti che sono pacifici”.
Un passaggio che commuove Repole che si interrompe, deglutisce, poi riparte. “Dobbiamo guardare ai nostri giovani che guardano al futuro in un mondo che sembra impazzito. I tentativi di suicidio sono aumentati del 149% tra gli under14 e penso al balzo dalle 329 alle 1694 consulente di psichiatria presso il Regina Margherita. E poi c’è un uso fuori controllo del paracetamolo tra gli adolescenti. Il ruolo degli adulti non può limitarsi a reprimere senza spiegare o ad avallare tutto senza indicare una strada da seguire con fiducia. Facendo così non stiamo facendo il bene dei nostri figli”.























