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Attualità | 28 luglio 2026, 11:11

Bricherasio ha perso Rua, il bassotuba che vigilava sui bambini e costruiva ponti

Originario di Torino, con suo cognato aveva fondato la Filarmonica di San Bernardino, ed è stato un volontario storico per il paese. Aveva 83 anni

Giancarlo Rua

Giancarlo Rua

Abbracciando il suo fedele bassotuba aveva guidato la ‘marcia’ su Roma degli anziani bricherasiesi, per protestare contro il taglio ai servizi per i piccoli Comuni montani. Questo nel film di cui era stato uno dei protagonisti, ma nella vita reale Giancarlo Rua aveva fatto molto di più. Originario di Torino, dagli anni Settanta in poi era stato attivo in numerose associazioni di Bricherasio e uno dei primi ad intuire la potenzialità cicloturistiche dell’ex tratta ferroviaria per Barge. Esperto radioamatore, pronto a ricevere gli allarmi in caso di calamità sul territorio, era stato tra i fondatori della Filarmonica di San Bernardino di Bricherasio, volontario della Croce Verde e dell’Aib (Antincendi boschivi). Rua è morto nella notte tra sabato 25 e domenica 26 luglio all’ospedale Mauriziano di Torino in cui era ricoverato.

Il bassotuba e la sua seconda famiglia

A metà giugno aveva festeggiato il suo ottantatreesimo compleanno con gli altri musicisti della Filarmonica. E il 6 giugno aveva ancora suonato il suo bassotuba al tradizionale concerto di primavera della banda. Lo faceva ormai da seduto, perché i suoi problemi di salute non gli consentivano di sopportare in piedi il peso dello strumento. “Io avevo dodici anni e lui una quarantina quando iniziammo assieme a studiare la musica nella banda di Torre Pellice” racconta la primogenita, Raffella che suonava il flauto traverso. Si unì a loro anche la seconda figlia, Simona, che suonava il clarinetto e ricorda come nacque la Filarmonica: “Molti dei musicisti della banda di Torre Pellice vivevano a Bricherasio dove non c’era una formazione dal dopoguerra. Così, nel 1984, lui e suo cognato, con figlie e figlie, decisero di fondarne una in paese. Il rapporto di parentela tra cugini è sempre stato importante nella Filarmonica e un’occasione in più per fare cose insieme”. Così tutte le feste si trascorrevano ‘in divisa’: “Non abbiamo mai trascorso un 25 aprile, un 4 novembre o una Festa dell’Uva come gli altri bambini, eravamo sempre impegnati a suonare – ricordano –. Per papà la banda è stata una seconda famiglia”.

Il lavoro all’Istituto elettronico nazionale Galileo Ferraris

Nato a Corneliano d’Alba, dove la sua famiglia era sfollata a causa della guerra, Rua era arrivato da Torino al seguito dell’ex moglie, Salvina Magra, scomparsa lo scorso anno: “Si erano sposati nel 1967 e per alcuni anni erano vissuti in città, poi avevano deciso di trasferirsi a Bricherasio. Lui era orgoglioso della casa che aveva contribuito a costruire in paese e preferiva quel contesto di vita. Non amava come si stava trasformando la città” spiegano le figlie.

A Torino però aveva continuato a lavorare: perito elettronico era dipendente Istituto elettronico nazionale Galileo Ferraris, dove si occupata della taratura degli strumenti di precisione. Negli anni Settanta, l’Istituto dettava l’ora in tutta Italia: perché forniva alla Rai il segnale orario ufficiale da trasmettere in Tv. “Forse in virtù del lavoro che ha svolto a partire dai vent’anni, nostro padre è sempre stato un uomo preciso e pignolo”.

La musica, il quad e i viaggi in Francia

Per la Filarmonica di San Bernardino di Bricherasio è stato un punto di riferimento fino ai suoi ultimi giorni: “Ha sempre fatto parte del consiglio direttivo e avrà perso pochissime prove. Per questo, nei rari casi in cui non lo vedevamo arrivare, eravamo in allerta” racconta Adriana Trombotto, anche lei musicista della banda.

Ma la musica non era la sua unica passione: Rua amava i viaggi fuoristrada che spesso lo portavano in Francia. “Lo zio che gli aveva insegnato a guidare, gli aveva raccontato anche della Francia, di quanto sono belle le strade in quel Paese – raccontano le figlie –. Così, un anno prima di sposarsi, a bordo del suo Cinquantino, arrivò fino a Lourdes, ai piedi dei Pirenei, e poi a Mont-Saint-Michel”. Da quel momento aveva continuato ad attraversare il confine: “Caricava la tenda sul suo fuoristrada, la Uaz russo, e partivamo per le vacanze estive”.

Oltre al fuoristrada, Rua aveva guidato la moto e poi il quad, a bordo del quale spesso lo si poteva incontrare a Bricherasio: “Con uno dei suoi quad era riuscito a percorrere 50.000 chilometri, un risultato assolutamente non comune”, conferma l’amico Guido Godino.

Il nonno vigile che ripuliva la ciclabile e costruiva ponticelli

Con Godino aveva condiviso le avventure in quad e come volontario: “Nel 2005, quando sono andato in pensione, ho iniziato a impegnarmi nella vigilanza ambientale come volontario comunale e lì ho incontrato Giancarlo”. I due erano anche punto di riferimento di famiglie e bambini: “Sempre come volontari accompagnavamo i bambini e le maestre della scuola dell’infanzia nelle uscite didattiche in paese e siamo stati per molti anni i nonni vigili che aiutavano ad attraversare via Vittorio Emanuele II”.

Furono proprio loro due, assieme a Danilo Pairone, inoltre, a pulire di rifiuti e dalle sterpaglie il sedime ferroviario dell’ex tratta che portava a Barge, per permettere alle persone di passeggiare con tranquillità. Era il 2009, quattordici anni prima dell’inaugurazione della pista ciclabile ‘Via della Pietra’ che parte proprio in quel punto.

Con il suo sguardo preciso, individuava soluzioni anche per i problemi che incontrava nei boschi di Bricherasio: di nuovo con Godino e Pairone aveva realizzato il ponticello che in località Ghignet – zona Basse – permetteva di attraversare il rio Chiamogna.

Alla guida della ‘falsa’ marcia su Montecitorio

E non si era tirato indietro nemmeno quando a Bricherasio arrivò la macchina da presa. Fu infatti uno dei protagonisti de ‘I sassi che rotolano’, cortometraggio realizzato nell’ambito di una delle prime edizione del Piemonte Documenteur FilmFest, festival dedicato al falso documentario. Nel film del 2014, che si può ancora vedere su YouTube, guidava i bricherasiesi che, per protestare contro i tagli ai trasferimenti ai piccoli comuni, decidevano di marciare fino a Montecitorio. “Giancarlo non si tirava indietro e non mollava mai... Era fatto così!” conclude Godino.

Il funerale di Rua si svolgerà domani, mercoledì 29 luglio, alle 15, nella chiesa parrocchiale Santa Maria di Bricherasio.

Elisa Rollino

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