Dal 1° gennaio 2026 ad oggi il Comune di Torino ha rilasciato ben 87.321 carte d'identità elettroniche, ben il 35% in più rispetto agli stessi mesi del 2025 quando erano state 56.721. E' questo il risultato dalla task force messa in campo dalla Città per sostituire quella cartacea entro la scadenza del 3 agosto, quando questo tipo di documento non sarà più valido per l'espatrio.
Una parziale modifica rispetto a quanto comunicato inizialmente dal Governo, che mesi fa aveva annunciato l'obbligo per tutti di passare alla CIE (essenziale per accedere ai servizi digitali) entro inizio agosto. Una deadline che aveva messo gli uffici anagrafici dei Comuni sotto pressione, tra cui appunto quello del capoluogo.
Aperture straordinarie
Per questo Palazzo Civico, sotto il coordinamento dall'assessore ai Servizi Demografici Francesco Tresso, ha deciso di rilanciare ed intensificare le aperture straordinarie delle anagrafi complessivamente ne sono state fatte 26: impiegata complessivamente una task force di 82 persone. Nelle giornate aggiuntive gli sportelli attivi sono arrivati a circa 20 all’Anagrafe centrale e a una decina nelle sedi decentrate.
Scritto ad 85mila torinesi
Ad inizio 2025 il Comune ha scritto - tramite comunicazione via App, via e-mail o normale posta - ad 85mila torinesi ancora in possesso del vecchio documento cartaceo, invitandoli a sostiuirlo. Tra febbraio e maggio ai cittadini è stato proposto un appuntamento per sostituire la carta d'identità prima del termine del 3 agosto: il 42% delle convocazioni è stato confermato, mentre gli appuntamenti non accettati sono tornati disponibili nel sistema ordinario di prenotazione.
Ed in parallelo al piano di "pensionamento", è andata avanti anche l'ordinaria attività degli uffici per il rilascio della CIE. "Ad oggi - ha spiegato Tresso, rispondendo ad un'interpellanza del capogruppo di Torino Libero Pensiero Pino Iannò - l'agenda rende disponibili 2.500 slot a settimana, cui si aggiungono quelli aperti per le giornate di sabato e quelli si liberano per cancellazioni o mancate conferme di appuntamenti".
A replicare il capogruppo Iannò: "Apprezzo lo sforzo ma bisogna aumentare le risorse umane, serve più comunicazione e soprattutto facilitare gli utenti nell'accedere ai servizi informatici".














