L'Università di Torino si è aggiudicata un finanziamento ERC Proof of Concept di 150 mila euro per una durata di 18 mesi con NOTARI-AI (Automating Structured Historical Knowledge from Digitised Archives), il progetto coordinato da Marta Gravela, docente di Storia medievale al Dipartimento di Studi Storici UniTo. L'iniziativa nasce come sviluppo di DEMALPS, il progetto di ricerca finanziato nel 2022 con un ERC Starting Grant, e punta a trasformare i risultati della ricerca storica in una tecnologia innovativa al servizio degli archivi. L'obiettivo è rendere realmente fruibili milioni di documenti già digitalizzati, consentendo di estrarre automaticamente le informazioni contenute nelle fonti e di trasformarle in dati strutturati, facilmente consultabili e utilizzabili.
NOTARI-AI affronta uno dei principali limiti della digitalizzazione del patrimonio archivistico. Negli ultimi anni archivi, biblioteche e istituzioni culturali hanno investito ingenti risorse per digitalizzare i propri fondi, rendendo accessibili online milioni di documenti storici. Tuttavia, questa straordinaria disponibilità di fonti si scontra con un paradosso: pur essendo oggi più facilmente consultabili, i documenti continuano a essere difficili da utilizzare su larga scala. Le piattaforme più avanzate riescono infatti a convertire i manoscritti in testo ricercabile, ma non sono ancora in grado di identificare e organizzare automaticamente le informazioni.
Il progetto svilupperà un sistema di intelligenza artificiale semi-autonomo che integra alcune delle tecnologie più avanzate per l'analisi dei documenti storici. Dopo aver trasformato le immagini dei manoscritti in testo digitale grazie al riconoscimento automatico della scrittura (Handwritten Text Recognition), il sistema identificherà persone, luoghi, istituzioni e altri elementi significativi (Named Entity Recognition) e li metterà in relazione tra loro (Named Entity Linking), riconoscendo, ad esempio, quando documenti diversi si riferiscono alla stessa persona o istituzione. In questo modo sarà possibile ricostruire automaticamente reti di relazioni che oggi richiedono anni di ricerca archivistica.
In altre parole, NOTARI-AI punta a replicare a livello computazionale il lavoro interpretativo svolto quotidianamente da un archivista esperto, consentendo però di operare su quantità di documentazione impossibili da analizzare manualmente.
Il progetto sarà sviluppato e validato attraverso la collaborazione con tre importanti istituzioni archivistiche europee: gli Archives du département du Rhône et de la métropole de Lyon, l'Archivio Storico della Città di Torino e l'Archivio Borromeo Isola Bella. Questi casi di studio permetteranno di verificare l'efficacia della metodologia e la sua trasferibilità verso archivi pubblici e privati che hanno già investito nella digitalizzazione ma non dispongono ancora di strumenti per sfruttarne pienamente il potenziale.
Le ricadute di NOTARI-AI vanno ben oltre la ricerca storica. Rendendo le informazioni contenute nei documenti d'archivio strutturate e facilmente interrogabili, il progetto aprirà nuove opportunità per genealogisti, economisti, ricercatori ambientali, studiosi delle scienze sociali, professionisti del patrimonio culturale e decisori pubblici. Allo stesso tempo dimostrerà come l'intelligenza artificiale possa essere applicata in modo responsabile ai beni culturali, affiancando il lavoro degli esperti con strumenti trasparenti, verificabili e in grado di valorizzare patrimoni documentari di straordinaria complessità.
"NOTARI-AI è l'esito di un grande lavoro svolto dal gruppo di ricerca DEMALPS, da anni impegnato nell'indagine di una notevole quantità di fonti archivistiche tardomedievali interamente inedite e conservate in numerosi archivi sparsi per l'arco alpino occidentale. Da qui è nata la sfida di rendere fruibile su larga scala il materiale documentario, per questa e molte altre ricerche", ha dichiarato Marta Gravela.














