/ Attualità

Attualità | 18 agosto 2026, 07:30

L'allarme di Save the Children: l'abbandono scolastico è quasi doppio nelle periferie torinesi

Sono circa 18 mila i minori a rischio. L'associazione chiede interventi urgenti contro le disuguaglianze

L'abbandono scolastico è quasi doppio nelle periferie torinesi (foto d'archivio)

L'abbandono scolastico è quasi doppio nelle periferie torinesi (foto d'archivio)

A Torino quasi 18mila minori che vivono nelle aree più fragili presentano tassi di abbandono scolastico quasi doppi rispetto alle altre zone. In queste aree il 37,6% delle famiglie vive in povertà relativa e più di un 15-29enne su quattro non studia e non lavora: è quanto emerge, come riferisce l'agenzia di stampa Ansa, dalla ricerca 'I luoghi che contano' pubblicata nelle scorse settimane da Save the Children.

A rischio quasi il 15% dei minori

Sotto la Mole, insomma, quasi il 15% del totale dei bambini residenti soffre una condizione di disagio socio-economico urbano. In queste aree il 37,6% delle famiglie vive in povertà relativa. Più di uno studente delle scuole secondarie di primo e secondo grado su 10 (il 13,6%) ha abbandonato la scuola o ripetuto l'anno scolastico, 5,5 punti percentuali in più rispetto al 8,2% della media dell'intero Comune. 

Uno su 4 non studia e non lavora

Il 20,9% di chi frequenta l'ultimo anno delle medie è a rischio dispersione implicita, più del doppio rispetto alla media del Comune, e più di un 15-29enne su 4, il 28,6%, non studia e non lavora, rispetto al 19,3% della media della città. Per quanto riguarda l'accesso alle mense scolastiche, a Torino ne beneficia l'89,8% degli alunni della scuola primaria nelle aree vulnerabili, un dato superiore all'87,7% della media cittadina.

"Urgente ridefinire le priorità"

"Centoquarantaduemila bambine, bambini e adolescenti in Italia - afferma la direttrice generale di Save the Children, Daniela Fatarella - vivono nelle periferie fragili delle grandi città, dove spesso sono costretti a confrontarsi con gravi disuguaglianze socioeconomiche e territoriali. È proprio da questi luoghi che occorre partire per ridefinire le priorità politiche, perché un Paese in cui il destino di una bambina o di un bambino dipende dal quartiere in cui nasce è un Paese che non investe sul proprio futuro".

redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium