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Sanità | 18 agosto 2026, 16:47

118 Piemonte, Nursing Up: "Servono responsabilità chiare e riferimenti aziendali definiti"

Delli Carri: "La convenzione quadro può superare anni di sovrapposizioni e vuoti gestionali, ma dovrà stabilire con precisione ruoli, competenze e tutele"

118 Piemonte, Nursing Up: "Servono responsabilità chiare e riferimenti aziendali definiti"

Le notizie emerse in questi giorni sul futuro organizzativo del 118 piemontese indicano il possibile superamento dell’ipotesi di trasferire il personale alle dirette dipendenze di Azienda Zero. Il modello delineato dal tavolo tecnico prevederebbe il mantenimento del rapporto di lavoro con le aziende sanitarie di appartenenza e l’attribuzione ad Azienda Zero della responsabilità sulla gestione operativa del servizio.

Una soluzione che, secondo Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, potrà rappresentare un passo avanti soltanto se verrà recepita in una convenzione quadro capace di eliminare le ambiguità che hanno caratterizzato per anni il sistema.

«Per gli infermieri del 118 la questione principale è sempre stata quella della chiarezza sulle responsabilità e sui riferimenti aziendali», dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale di Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta, richiamando una criticità che ha conseguenze anche sugli altri professionisti sanitari impegnati nell’emergenza-urgenza.

«Per anni, l’assenza di un confine netto ha creato una situazione di stallo e di scaricabarile: da un lato le singole aziende sanitarie gestivano le pratiche amministrative e mantenevano la titolarità del rapporto di lavoro, dall’altro Azienda Zero impartiva le direttive operative e organizzative sul campo», prosegue Delli Carri, evidenziando le conseguenze concrete di questa sovrapposizione.

L’incertezza ha riguardato l’individuazione del soggetto competente per le questioni gestionali, le turnazioni, la sicurezza sul lavoro, le responsabilità professionali, le sostituzioni e la valorizzazione economica e organizzativa del personale.

Nursing Up era già intervenuto nel 2025, quando era stata prospettata la possibilità di trasferire il personale del 118 e del NUE 112 ad Azienda Zero. Il sindacato aveva contestato l’assenza di un confronto preventivo e la mancanza di indicazioni chiare sulle conseguenze contrattuali, economiche e organizzative, chiedendo l’apertura di un tavolo con le parti sociali.

La posizione del sindacato non è mai stata contraria a una riorganizzazione del sistema. Nursing Up ha invece chiesto che ogni cambiamento sia accompagnato da responsabilità definite, tutele omogenee e una programmazione condivisa, evitando che le carenze organizzative vengano scaricate sul personale .

«Con il modello delineato dal tavolo tecnico si prova a mettere un punto fermo: per la gestione operativa e i flussi di lavoro, l’interlocutore designato diventerebbe chiaramente Azienda Zero. Per gli aspetti contrattuali, legali ed economici, il riferimento resterebbe invece l’azienda sanitaria di appartenenza», precisa Roberto Aleo segretario provinciale Nursing Up Torino.

«Altro punto fermo resta il trattamento economico rispetto ad indennità e salario accessorio- continua Aleo - A parità di competenze e responsabilità non può corrispondere una disparità di trattamento economico e di applicazione degli istituti contrattuali fra il personale dipendente delle 4 centrali operative regionali. La Regione dovrà dare risposte concrete ed e' quello che le OO.SS. chiedono alla parte politica».
Il passaggio decisivo sarà rappresentato dalla convenzione quadro e dal successivo iter politico. Per Nursing Up il documento dovrà disciplinare in modo puntuale la gestione dei turni, la sicurezza, le responsabilità, le sostituzioni, le eventuali inidoneità, le relazioni sindacali e l’omogeneità delle condizioni economiche e organizzative tra le aziende coinvolte.

«Se la convenzione quadro recepirà in modo puntuale queste linee guida, una volta superato l’iter politico, gli operatori sanitari potranno finalmente contare su una catena di comando trasparente e su ruoli definiti, evitando sovrapposizioni e vuoti gestionali», prosegue Delli Carri.

Resta aperta la questione degli organici. «La definizione delle competenze tra Azienda Zero e aziende sanitarie - conclude Delli Carri -
non può sostituire un piano strutturale di reclutamento e valorizzazione dei professionisti, garantire la continuità e la qualità del sistema regionale di emergenza-urgenza.

comunicato stampa

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