/ Sanità

Sanità | 21 agosto 2026, 18:54

La missione di Dogmo in Val Chisone: la montagna che invecchia ha bisogno di un medico vicino

Il medico di base di Perosa Argentina ha scelto di aprire ambulatori nei piccoli comuni dell’alta valle per evitare agli anziani continui spostamenti. E sua moglie ora porta a casa i farmaci

Francis Dogmo e la moglie Rosa Cabezas

Francis Dogmo e la moglie Rosa Cabezas

“Quanti chilometri aveva fatto Gesù?”: c’è la fede alla base della scelta del dottor Francis Dogmo di aprire piccoli ambulatori nell’alta Val Chisone. Anche in paesi, come Usseaux, dove gli abitanti avevano perso a speranza di tornare ad averne uno. Medico di base dal 2022, Dogmo in questi anni ha avuto modo di capire quali sono i problemi specifici di chi vive nell’alta Valle. E a forza di ‘portare’ i problemi dei suoi pazienti a casa anche sua moglie, Rosa Cabezas, ha deciso di intervenire avviando un’azienda che offre un servizio di ritiro impegnative e medicinali per gli anziani.

Per Dogmo l’alta valle è una missione

Dogmo vive a Perosa Argentina e ogni giorno macina chilometri per raggiungere i suoi ambulatori che si trovano a Castel del Bosco (Roure), Villaretto (Roure), Mentoulles (Fenestrelle), Usseaux e Pragelato. Visita anche a Perosa Argentina e da marzo divide l’ambulatorio di Villar Perosa con la dottoressa Alessia Tarallo.

Ha scelto di offrire il servizio non solo nei piccoli paesi montani ma anche nelle frazioni: “Ognuno di noi infatti ha una missione, bisogna solo identificare quale sia la propria e poi svolgerla al meglio”. Per lui quindi occuparsi dell’alta valle è un dovere professionale e religioso: “Diventare medico è stata una grazia di Dio e di conseguenza ora il mio lavoro è diventato anche un compito”.

Ha 36 anni e i chilometri da percorrere ogni giorno non pesano ancora troppo: “Continuerò a farlo compatibilmente con l’età. Non mi spaventano i chilometri e poi mi basta pensare a quanti ne aveva dovuti percorrere Gesù!”.

Le difficoltà quotidiane degli anziani

Il problema a cui la sua sensibilità cristiana l’ha avvicinato è quello che affrontano gli anziani dell’alta valle: “Ho vissuto per due anni a Pragelato e per uno a Villaretto e ho toccato con mano le difficoltà degli anziani a spostarsi. Tanto che spesso devono dipendere dai parenti – spiega –. Per questo ho voluto aprire tutti questi ambulatori: il mio obiettivo è aumentare la possibilità che ognuno di loro abbia il servizio sanitario vicino a casa”.

Occasione importante data la frequenza con cui i pazienti dell’alta Valle si rivolgono al medico: “La maggior parte dei pazienti degli ambulatori di alta valle è anziana e con patologie croniche”. Hanno quindi bisogno spesso di impegnative per visite specialistiche, per i medicinali e di adeguamenti dei piani terapeutici: “Per capirci: un paziente tra i 40 e i 50 anni, in buona salute, solitamente viene in ambulatorio una o due volte all’anno. Un paziente anziano può dovervisi recare tutte le settimane”.

Inoltre non sono avvezzi alla tecnologia informatica: “A differenza degli altri non usano le email, quindi le ricette vanno tutte consegnate”.

Alta Valle: dove anche recuperare i farmaci è un lavoro

La moglie del dottor Dogmo, Rosa, conosce le fatiche del marito e il tessuto sociale in cui opera. “Per questo a inizio anno ha attivato un’azienda che si chiama ‘Ti vengo incontro’ e che si occupa di ritirare le ricette e le impegnative dal medico per conto degli assistiti, di recuperare i farmaci nelle farmacie e di consegnarli direttamente a casa” spiega Dogmo. In questo modo gli anziani non devono uscire di casa di inverno esponendosi alle temperature più fredde e quelli con mobilità ridotta non devono dipendere dalla disponibilità dei parenti.

La sua scelta di vita ha coinvolto quindi anche la moglie trentacinquenne. Ma d’altronde è proprio per la famiglia che Dogmo ha deciso di lavorare come medico di base.

Laureato in medicina nel 2020, infatti, ha lavorato per qualche tempo in una struttura riabilitativa di Pianezza: “Ma ho tre figli piccoli e volevo un lavoro più flessibile che mi permettesse di vederli di più. Per questo ho deciso di diventare medico di base: se non ho visite ambulatoriali o domiciliari sono comunque reperibile, ma lo posso essere da casa”.

Quando la montagna è un vantaggio per medici e pazienti

In questi anni Dogmo ha scoperto anche i vantaggi del vivere e lavorare nei comuni montani: “Innanzitutto lo stile di vita di alcuni pazienti è migliore. Molti infatti vivono in mezzo al verde e ciò che mangiano è tradizionalmente più naturale” osserva.

Inoltre anche per lui ci sono dei vantaggi: “Nei piccoli paesi spesso noi medici ci occupiamo anche dei famigliari dei nostri pazienti. In questo modo, nel giro di pochi anni, arriviamo a conoscere completamente le patologie frequenti in una famiglia. E questo ci permette di curare meglio le persone”.

Elisa Rollino

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium