Quello che doveva essere un normale pomeriggio di sport tra padre e figlio si è trasformato, per un attimo, in un incubo. Con un ragazzino trasportato al pronto soccorso a causa di un incidente durante una partitella di pallone.
È quanto accaduto nei giorni scorsi al campetto da calcio di via Artom, a Mirafiori Sud, poco prima della rotonda di strada Castello di Mirafiori. Il piccolo Antonio di 8 anni, mentre rincorreva il pallone insieme al padre Andrea e ad altri ragazzi, ha colpito accidentalmente in pieno volto la sbarra metallica posizionata proprio al centro della porta d'ingresso del rettangolo di gioco. Una sbarra ad altezza bimbo.
Una botta che ha lasciato il segno, provocando una profonda ferita all'arcata sopraccigliare sinistra del ragazzino. Trasportato d'urgenza dal papà al pronto soccorso dell'ospedale Regina Margherita dopo i primi soccorsi con l'acqua della fontanella, il bambino è stato medicato dai sanitari che gli hanno applicato la colla chirurgica per ricucire il taglio.
Una trappola a cielo aperto
L'incidente di Antonio (che proprio in queste ore ha ripreso a giocare a calcio con la sua squadra) non è purtroppo un caso isolato. L'impianto in cemento - riqualificato solo pochi anni fa nell'ambito dei piani di recupero per le periferie - versa da tempo in uno stato di completo abbandono. Tra recinzioni strappate, canestri divelti e cumuli di immondizia, il terreno di gioco è costellato di insidie: spuntoni e fili di ferro sfilacciati sporgono dalla rete metallica proprio ad altezza bambino, mentre i pedoni e i giovani utenti si trovano a convivere con ostacoli pericolosi ad ogni falcata.
La vicenda riporta sotto i riflettori la denuncia sollevata già un mese fa da Davide Schirru, capogruppo della lista civica "Noi progettiamo per la 2" in Circoscrizione 2, che aveva chiesto un sopralluogo tecnico e un intervento immediato di messa in sicurezza dell'area.
La denuncia: "Mettere subito in sicurezza l'area"
"Come avevo già segnalato, il pericolo è evidente e questo drammatico episodio lo ha purtroppo dimostrato", commenta il consigliere Schirru. "Non basta inaugurare le opere pubbliche, occorre garantirne la manutenzione nel tempo. Auspico che quanto accaduto ad Antonio faccia riflettere chi di dovere sulla necessità di un rapido intervento per mettere in sicurezza le parti più rischiose e restituire dignità e sicurezza al parco".
L'obiettivo prioritario deve essere evitare che un luogo nato per l'aggregazione giovanile si trasformi nell'ennesima trappola per i più piccoli.















