Due mammografi digitali di ultima generazione per diagnosticare prima e meglio il tumore al seno. È questo il regalo che Reale Foundation ha fatto alla Breast Unit dell'Ospedale Cottolengo. Un investimento concreto sulla prevenzione, in un ospedale che sulla prevenzione e sulla cura delle donne ha costruito un punto di riferimento per tutta la città.
I numeri
I numeri parlano chiaro: nel solo 2024 la Senologia del Cottolengo ha fatto più di 50.000 prestazioni ai suoi pazienti. Dietro questo lavoro c'è un modello che si pone come obbiettivo quello di mettere al centro la persona, non solo la macchina.
Una collaborazione che nasce da lontano. Come spiega l'avvocato Gian Paolo Zanetta, direttore generale dell'Ospedale Cottolengo: "La Breast Unit è frutto di un investimento costante della Piccola Casa nella qualità delle cure e nell'innovazione. Grazie a Reale Foundation facciamo un ulteriore salto di qualità".
Presente all'annuncio anche Don Carmine Arice, Padre Generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza. Arice ha ricordato che questo momento si inserisce nei 199 anni di storia della Piccola Casa e che proprio in questi giorni sono partiti i lavori per valorizzare la prima stanza usata da Cottolengo per i malati. Una storia, ha detto, che continua oggi grazie a volontari e benefattori, molti dei quali anonimi.
Poi Don Carmine ha lanciato la sfida: "La cura, per Costituzione, deve essere accessibile a tutti" e ha ricordato come non sia facile coniugare l'accoglienza dei più poveri con la sostenibilità, in un contesto che punta al profitto. "Per il futuro la Piccola Casa sta pensando a importanti investimenti su immobili torinesi per trovare nuove risorse", ha infine aggiunto.
Favaro: "Cottolengo punto di riferimento"
Dello stesso avviso la vicesindaca di Torino Michela Favaro, che ha definito il Cottolengo "un punto di riferimento per tanti pazienti" e un luogo dove tanti santi sociali hanno operato per gli ultimi. La città, ha detto, vuole supportare "questi luoghi di speranza in un contesto di società individualista, offrendo così una narrazione diversa".
Dalla Regione arriva il plauso di Antonino Sottile, direttore generale Sanità della Regione Piemonte. Sottile ha ammesso i problemi delle liste d'attesa, ma ha sottolineato come il Cottolengo sia "una delle strutture private da cui riceviamo elogi e manifestazioni di gratitudine perché è un ospedale a 360 gradi – ha detto –. Luoghi come questo sono un supporto al pubblico, non un sistema che toglie pazienti ad altri luoghi di cura".
Concetto ribadito anche da Carlo Picco, direttore generale dell'Asl Città di Torino. Picco ha ricordato il lavoro iniziato insieme durante la campagna vaccinale e come il Cottolengo, che guarda alla zona nord di Torino, permetta partnership fondamentali per la rete territoriale. "Il fatto che Reale metta a disposizione questa tecnologia per questo particolare territorio - ha detto - va proprio nella direzione della sinergia tra pubblico e privato, in un momento di potenziamento con le case di comunità e di miglioramento tecnologico".
L'importanza della prevenzione
"La prevenzione è la prima forma di assicurazione", dice dal suo canto Virginia Antonini, direttrice generale di Reale Foundation. "Avere strumenti più avanzati significa scoprire prima la malattia e curarla in tempo".
A chiudere è Luigi Lana, presidente del Patronato di Reale Mutua Foundation, che ha spiegato il senso dell'operazione: "Attraverso la fondazione abbiamo trovato la via giusta per investire su quella parte di responsabilità insita nel nostro statuto". Quello con il Cottolengo, ha concluso, "dimostra solo una delle tante attività che svolgiamo all'interno del tema della sanità, ma oggi mettiamo davvero in pratica il nostro concetto di mutua".






















