Dopo oltre due settimane di blocco e portati a termine gli interventi di riparazione, lunedì riapre la dialisi di Castellamonte. Il reparto è chiuso da fine agosto, con disagi sia per gli operatori che per i pazienti. I malati sono stati dirottati sugli ospedali di Caluso, Ciriè ed Ivrea, costringendo i professionisti sanitari a garantire l'assistenza fino alle 23 con turni straordinari.
Ad Ivrea cantiere fermo
Nel frattempo, tutto tace per quanto riguarda la dialisi di Ivrea. Il reparto è chiuso da sette mesi: il personale è stato trasferito a marzo, il cantiere da 3.6 milioni annunciato non è mai partito e ad oggi non si conosce il vero motivo. Vanno all'attacco Giuseppe Summa (Segretario Nursind Torino) e Antonio De Feo (Dirigente Nursind Asl TO 4), che dicono: "l'assessore Federico Riboldi tace, la Direzione Generale tace, la politica in generale tace".
"Spazi inadeguati"
Per l'organizzazione sindacale poi il problema è la collocazione "la dialisi di Ivrea non può più stare al quarto piano". "Gli spazi - proseguono - sono ristretti, inadeguati e gli impianti provvisori non possono garantire una dialisi definitiva. Eppure, già con la precedente Direzione Generale, come Nursind avevamo proposto soluzioni alternative concrete per trovare spazi più idonei all'interno" del nosocomio eporediese.
Per quanto riguarda la sanità del Canavese, l'unica certezza è che entro il 2027 verrà rifatto l'impianto di osmosi di Castellamonte. Un investimento necessario, ma che al sindacato fa sorgere un dubbio: "Sarà questa la scelta definitiva di lasciare la dialisi a Castellamonte fino alla costruzione del nuovo ospedale, abbandonando definitivamente Ivrea?".














