Sul futuro del termovalorizzatore del Gerbido il quadro amministrativo comincia a delinearsi con contorni sempre più definiti. Dopo le preoccupazioni sollevate dai consiglieri del Movimento 5 Stelle della Circoscrizione 2, Juri Bossuto e Rita Grimaudo - che chiedevano chiarezza sui rischi di una progressione “infinita” della capacità di incenerimento -, è arrivata la replica ufficiale da Palazzo Civico a fare il punto sullo stato dell’arte La quarta linea dell’impianto procede secondo le tappe del piano regionale, ma viene seccamente bollata come priva di riscontro ogni voce riguardante un’ulteriore quinta linea.
Il percorso verso la quarta linea
La cornice istituzionale è fissata dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani (Prubai), che per completare la rete impiantistica piemontese ha individuato lo “Sottoscenario B3”: l'ampliamento del polo del Gerbido tramite la quarta linea. Dopo la manifestazione di disponibilità espressa dal Comune a fine 2024, l’Autorità d’Ambito (A.R. Piemonte) ha avviato la macchina operativa. Nel marzo 2025 è stato siglato uno schema di Protocollo d'intesa con il Politecnico di Torino per definire accurati criteri di sostenibilità tecnologica, sociale ed economica.
Il passaggio decisivo è avvenuto a marzo 2026, quando A.R. Piemonte ha approvato le direttive e le specifiche tecniche, dando mandato alla società di gestione Trm di avviare la progettazione necessaria ad aprire la fase autorizzativa vera e propria.
La smentita della quinta linea
Sul punto che più aveva allarmato l’opposizione circoscrizionale - ovvero il timore di una quinta linea o di continue escalation nell'incenerimento - la risposta di Palazzo Civico è netta: “Non si ha evidenza di alcun ragionamento, avviato o in corso, in merito ad ipotesi di ulteriore ampliamento oltre la quarta linea”.
Accanto allo sviluppo dell'impianto di incenerimento, l’Amministrazione rivendica le azioni intraprese per ridurre la produzione di rifiuto indifferenziato. Tra le misure citate figurano il completamento della transizione verso il “porta a porta” e le ecoisole nel centro cittadino ad inizio 2026 (percorso avviato nei quartieri già a partire dal 2004), insieme all'erogazione di 1,8 milioni di euro in contributi per l'economia circolare e la partecipazione a progetti europei di innovazione come Climaborough e Woodcircles.
Idea consultazione
In Consiglio, tuttavia, non mancano i dubbi. Con il consigliere della lista civica “La Piazza” Luca Galeasso, preoccupato per la gestione dei rifiuti e per quegli obiettivi “che non si capisce come potranno essere raggiunti”. Sul caso si è espresso anche il presidente della Circoscrizione 2, Luca Rolandi. “Non avendo competenza diretta - precisa -, possiamo avviare una consultazione con il territorio, sotto forma di consiglio aperto o assemblea. Come fu nei primi anni 2000”.














