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Economia e lavoro | 16 ottobre 2026, 14:16

Malamovida: il Comune potrà limitare la capienza dei dehors o (in alcune zone) vietarne la realizzazione

Le due novità si aggiungono alle modifiche del Regolamento sui dehors decise a luglio

Immagine d'archivio

Immagine d'archivio

Il Comune di Torino potrà vietare i dehors in alcune aree o limitarne la capienza. Lo prevedono due emendamenti al nuovo Regolamento approvato dalla Giunta a luglio, annunciati questa mattina dall'assessore Paolo Chiavarino durante la commissione commercio del Consiglio comunale.

La revisione completa del regolamento introdurrà la concessione a tempo indeterminato e semplifica le procedure per gli esercenti, rafforzando allo stesso tempo i controlli, e con le due novità emerse in commissione il Comune avrà più potere di contrastare la malamovida mettendo limiti sugli spazi esterni di bar e ristoranti laddove creino disagi per i residenti.

Motivi di pubblico interesse

Il primo emendamento prevede che si possa non consentire l’installazione dei dehors nelle aree a prevalente carattere residenziale per "motivi di pubblico interesse", quali la tutela del riposo e della tranquillità delle persone, il decoro urbano e il contrasto e la prevenzione di contesti di degrado.

Il secondo riguarda il numero di persone che possono essere ospitate dai dehors: la Giunta potrà individuare aree del territorio in cui, sempre per ragioni di pubblico interesse, si può limitare la capienza di una determinata struttura. Su questi due emendamenti la Giunta dovrebbe deliberare lunedì, per poi portare il provvedimento completo in Consiglio comunale, dove sarà discusso e votato.

Durata delle concessioni

Tra le novità che introdurrà il nuovo Regolamento, la svolta più attesa dagli operatori riguarda la durata delle concessioni: le attività economiche potranno richiedere la concessione per i dehors a tempo indeterminato, dicendo addio al macchinoso obbligo del rinnovo annuale. Semplificazioni sostanziali arrivano anche per la gestione quotidiana: la sostituzione di sedie, ombrelloni e arredi (purché con elementi identici e conformi) non richiederà più comunicazioni o nuove pratiche edilizie.

Per i locali più piccoli scatta un taglio netto ai costi di consulenza: per installare dehors “micro” (massimo 2 tavolini, 4 sedie e un’occupazione inferiore ai 4 metri quadri) non servirà più allegare la planimetria firmata da un professionista. Sul fronte delle strutture, i dehors “continuativi” regolarmente autorizzati potranno essere convertiti direttamente in padiglioni senza dover essere preventivamente smontati. Introdotti inoltre una nuova specifica tipologia di “dehor su terrazza fissa” pensata per le aree vicino ai corsi d’acqua, come i Murazzi del Po.

Il rischio revoca dell’occupazione

Il nuovo Regolamento amplia anche lo spettro delle violazioni che possono far scattare la revoca dell’occupazione: oltre alle sanzioni specifiche sui dehors, conteranno le infrazioni legate a impatto acustico, ordine pubblico, sicurezza, vendita abusiva di alcolici e violazione delle ordinanze sindacali. Per gli esercenti colpiti da revoca a causa di violazioni reiterate scatta il divieto assoluto di occupare il suolo pubblico per un anno, eliminando la possibilità di reinstallare le strutture dietro il semplice versamento di una cauzione. Tra i debiti con la Città che bloccano il rilascio di nuove concessioni compaiono infine anche quelli legati al mancato pagamento della monetizzazione dei parcheggi.

"Più di un anno di lavoro insieme alle associazioni di categoria ci ha portato alle modifiche proposte nel nuovo regolamento - ha commentato l'assessore al commercio Paolo Chiavarino - L'obiettivo è quello di snellire le procedure di richiesta dei dehor e l'introduzione di misure che aumentino l'osservanza delle norme. Abbiamo eliminato l'obbligo di rinnovo annuale, la possibilità di inserire due tavolini e 4 sedie entro 4 metri quadrati, ampliata la casistica che può portare alla revoca della concessione. In quel caso non ci sarà più la possibilità di installare nuovamente il dehor a fronte di un pagamento, ma scatta la sospensione per un anno".

I commenti delle associazioni

Le novità sulla possibilità di introdurre limiti per limitare la malamovida sono state accolte positivamente - ma in attesa di conoscere il testo definitivo - dai rappresentanti di categoria presenti in commissione. "La movida è qualcosa di sano, è divertimento - precisa il vicepresidente vicario di Confesercenti Torino e Provincia Fulvio Griffa - è la malamovida che condanniamo. Si tratta di un comportamento scorretto di alcuni che danneggia tutta la categoria. Il fatto di limitarla per noi è un bene, chi fa malamovida è un concorrente sleale".

"Oltre agli esercenti, la malamovida per me è un fenomeno di degenerazione sociale - ha aggiunto Luca Amato, Direttore Turismo di Confesercenti di Torino - Oltre agli esercenti ci sono persone che fanno ciò che vogliono in mezzo alla strada, creando disagio per i residenti e per chi vorrebbe fruire quelle zone".

"Vediamo come saranno scritti gli emendamenti ma sono sicuro che troveremo un accordo - ha concluso Paolo Troccoli, vicepresidente Epat - Chi non si attiene alle regole è un concorrente sleale".

Francesco Capuano

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