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Economia e lavoro | 17 ottobre 2026, 07:00

Bellezza e armonia: oltre il gusto e le mode

Esiste una bellezza oggettiva oppure tutto dipende dal gusto personale? Per chi si occupa di chirurgia plastica ed estetica non è una domanda filosofica astratta.

Bellezza e armonia: oltre il gusto e le mode

Esiste una bellezza oggettiva oppure tutto dipende dal gusto personale? Per chi si occupa di chirurgia plastica ed estetica non è una domanda filosofica astratta. È, al contrario, una questione molto concreta, perché riguarda ogni giorno il rapporto tra ciò che una persona desidera e ciò che può realmente valorizzarne il volto o il corpo. Il gusto è inevitabilmente soggettivo. Cambia con il tempo, con le mode, con la cultura e persino con le diverse fasi della nostra vita. Ciò che oggi consideriamo attraente può apparirci diverso tra dieci anni. Basta sfogliare una rivista di qualche decennio fa per accorgersi di quanto rapidamente possano cambiare i modelli estetici. L’armonia, però, è qualcosa di diverso.

Esistono proporzioni, rapporti tra le forme ed equilibri che attraversano le epoche. Li ritroviamo nella natura, nell’arte classica, nell’architettura e nelle opere del Rinascimento. Da secoli artisti e studiosi cercano di comprendere perché alcune forme vengano percepite come equilibrate. Non significa che la bellezza possa essere ridotta a una formula matematica. Significa riconoscere che il nostro sguardo percepisce spontaneamente quando le diverse parti dialogano tra loro in maniera armoniosa. È questo, a mio avviso, uno dei punti centrali della chirurgia estetica contemporanea. Il compito del chirurgo non dovrebbe essere quello di inseguire il modello dominante del momento, né tantomeno di riprodurre lo stesso naso, gli stessi zigomi o le stesse labbra su persone completamente diverse.

Ogni volto possiede una propria architettura. Ogni corpo ha proporzioni, caratteristiche e una storia che devono essere rispettate. Per questo, prima ancora dell’intervento, considero fondamentale l’ascolto. Quando incontro una persona cerco certamente di comprendere che cosa desidera modificare, ma soprattutto perché desidera farlo. Non sempre ciò che viene richiesto coincide con ciò che può produrre il risultato migliore. E qualche volta la responsabilità del medico consiste anche nel saper dire di no.

Viviamo inoltre in un’epoca nella quale il confine tra gusto e modello imposto è diventato particolarmente sottile. Social network, filtri fotografici e immagini continuamente ritoccate possono trasformare rapidamente una tendenza estetica in un presunto ideale universale. Ma un volto non è un’immagine digitale sulla quale applicare un filtro. E soprattutto non dovrebbe diventarlo. Un buon risultato, secondo la mia concezione, è quello che non richiama immediatamente l’attenzione sull’intervento. Guardando quella persona dovremmo percepirla più fresca, equilibrata, luminosa, senza riuscire necessariamente a capire che cosa sia cambiato.

La chirurgia estetica raggiunge probabilmente il suo risultato più alto proprio quando riesce a essere discreta. Cercare l’armonia, dunque, non significa uniformare le persone a un unico modello di bellezza. Significa esattamente il contrario: utilizzare conoscenza anatomica, proporzioni, sensibilità estetica ed esperienza chirurgica per far emergere le caratteristiche individuali. Perché la vera sfida non è trasformare qualcuno in un’altra persona. È permettergli di continuare a riconoscersi nello specchio, magari ritrovando un equilibrio che il tempo, una malattia o semplicemente la vita avevano modificato. Ed è forse qui che gusto e bellezza prendono definitivamente strade diverse: il gusto segue le mode. L’armonia, quando è autentica, tende a resistere al tempo.

Luca Spaziante 

Chirurgo Plastico

Dirigente Medico SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva - AOU Città della Salute e della Scienza, Coordinatore degli ambulatori di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica - GVM Clinica Santa Caterina, Torino, Direttore Scientifico - Art Beauty Clinic, Membro del Comitato Tecnico Scientifico - ACTO Italia e ACTO Piemonte.

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