Dopo il crocefisso, in Sala Rossa si accende la polemica sulla cremazione. A creare il casus belli è il consigliere comunale di Forza Italia Domenico Garcea, che durante la seduta ha estratto un'urna cineraria per segnalare i maggiori costi che i torinesi devono sostenere nel caso optino per questa pratica post mortem.
Doppio contenitore o urna singola?
L'esponente azzurro ha presentato infatti una modifica del Regolamento 264 per i servizi mortuari. Oggi la Città di Torino prevede una doppia urna, contenente i resti del proprio caro, per l'affidamento domiciliare ai famigliari. "Una disposizione anacronistica - commenta l'esponente del centrodestra - che comporta costi aggiuntivi, complicazioni inutili e limita le possibilità di scelta dei cittadini".
La richiesta di Garcea è di avere un singolo "contenitore stagno ed infrangibile, di materiale che ne consenta una perfetta chiusura e dotato di sigillo antieffrazione di alta durabilità, riportante all'esterno i dati anagrafici del defunto”.
Costi maggiori
Nelle altre grandi città, come ha spiegato il forzista, "viene consegnata una sola urna adeguatamente sigillata, senza che questo determini meno garanzie". Il costo del doppio contenitore non ricade solo sulle famiglie, ma anche sulle pompe funebri che devono fornire gratuitamente questo secondo involucro.
"Il regolamento comunale non può rimanere ancorato a prescrizioni che non tengono conto dell'evoluzione dei servizi e delle esigenze dei cittadini. Chiediamo una modifica di buon senso, che elimini una duplicazione inutile, riduca i costi e garantisca maggiore libertà di scelta alle famiglie, senza compromettere in alcun modo la sicurezza e il rispetto dovuto ai defunti" ha chiosato.














