Ancora un aggressione ai danni dei dipendenti Amiat. Lo denuncia la Cgil, "a pochi giorni dall'ultimo episodio: una collega addetta all'ecocentro di via Ravina è stata vittima di un'aggressione fisica e verbale".
La reazione dell'utente dopo la correzione
Secondo la ricostruzione fatta dai sindacati, "dopo che gli operatori avevano segnalato le corrette modalità di conferimento per la tipologia di materiale, l'utente ha risposto con insulti, per poi scagliare un pezzo di legno diretto al volto della lavoratrice. Fortunatamente la collega è riuscita a ripararsi in tempo con le braccia. Il bilancio dell'episodio parla chiaro: intervento della Polizia, arrivo dell'ambulanza, infortunio refertato e un grave trauma psicologico". E aggiungono: "Non si tratta di un caso isolato. Ogni giorno, nell'espletamento delle attività quotidiane svolte dagli operatori Amiat, i lavoratori subiscono violenze verbali, umiliazioni e aggressioni fisiche. Come Cgil abbiamo da tempo presentato proposte concrete: abbiamo chiesto di valutare l'introduzione delle bodycam, sull'esempio di quanto fatto da GTT per i controllori, come potenziale deterrente contro gli atti vili. A oggi non abbiamo mai ricevuto risposta. Abbiamo reiterato la necessità di incentivare il lavoro a squadre per garantire maggiore tutela sugli impianti e sul territorio, ma da parte dell'azienda non emerge un reale interesse in tal senso".
"Parco mezzi obsoleto"
"A questo quadro - proseguono - si aggiunge la criticità di un parco mezzi ormai in gran parte obsoleto e continuamente fuori servizio. Le carenze strutturali costringono i lavoratori a soluzioni di fortuna che appesantiscono la routine quotidiana (come accaduto per diversi giorni per gli autisti del porta a porta, costretti a spostarsi da via Germagnano a via Giordano Bruno solo per recuperare i mezzi operativi). Tutto ciò genera pesanti disservizi organizzativi che si ripercuotono direttamente sulla qualità del servizio fornito alla cittadinanza, esasperando un livello di tensione già drammaticamente alto. Non siamo più disposti ad accettare che chi si reca al lavoro per sostenere la propria famiglia debba correre il rischio quotidiano di subire mortificazioni o violenze fisiche e psicologiche. Esprimiamo totale vicinanza e solidarietà alla collega coinvolta e a tutti i lavoratori. Denunciamo con forza la totale disattenzione da parte dell'azienda e del Gruppo IREN nei confronti di un piano straordinario di investimenti mirato alla salvaguardia della salute e della sicurezza delle maestranze".
"Anche per queste ragioni è attualmente in atto lo stato di agitazione di gruppo Iren. Preannunciamo ulteriori iniziative di mobilitazione qualora non dovessero giungere risposte concrete. Contestualmente, chiederemo l'apertura urgente di un tavolo di confronto con il sindaco e gli assessori di riferimento, affinché la politica intervenga per sollecitare e promuovere interventi incisivi a tutela della sicurezza dei di lavoratrici e lavoratori".














