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Cronaca | 23 giugno 2017, 18:10

Piazza San Carlo, a 11 anni resta due ore senza genitori, legali pronti a fare causa al Comune di Torino

La storia di una famiglia siciliana: mamma, papà e due figlie di 11 e 14 anni, travolti dall’onda d’urto. La madre cade e si ferisce in modo grave. Verrà recuperata da un’ambulanza e trasferita in ospedale. La piccola si perde. Per oltre due ore, quasi tre, vagherà per il centro, trascinata da urla, grida, in un lago di sangue

Piazza San Carlo, a 11 anni resta due ore senza genitori, legali pronti a fare causa al Comune di Torino

Non solo i danni fisici, ovvero le conseguenze di contusioni e ferite. Ma, soprattutto, quelli psicologici. Con questi dovrà fare i conti, forse, il Comune di Torino, che rischierà di dover pagare anche milioni di euro di risarcimento ai cittadini che il tre giugno erano presenti in piazza San Carlo e che, a causa dello schock subito a livello psicologico, potrebbero riportare danni psichici.

In questi giorni stanno arrivando sulle scrivanie dello studio legale Ambrosio e Commodo decine di persone, torinesi e non, che raccontano le loro storie. Di paura, di angoscia, di terrore. Spetterà ai legali valutare tutti gli elementi per poi capire se si possa procedere con la valutazione psichiatrica e con azioni legali.

C’è una famiglia siciliana, composta da mamma, papà e due figlie di 11 e 14 anni, che quella sera era in piazza. Arriva l’onda, travolge tutto. La madre cade e si ferisce in modo grave. Verrà recuperata da un’ambulanza e trasferita in ospedale. Padre e figlia maggiore sono insieme, ma la piccola si perde. Per oltre due ore, quasi tre, quella bambina vagherà per il centro, trascinata da urla, grida, in un lago di sangue. E si ritroverà in piazza Solferino, senza sapere perché. Oltre 120 minuti di interminabile angoscia, cosa possono provocare nella mente e nella psiche di una fanciulla?

E’ la domanda a cui risponderanno psichiatri e psicologi. Se emergerà, al compimento della maggiore età, che quell’evento ha creato un trauma nella persona, allora lo studio legale potrà chiedere un risarcimento al Comune. Il caso di Kelvin, il piccolo di sette anni rimasto sotto alla folla e salvato da due ragazzi, è analogo.

Spiega l’avvocato Gino Arnone, dello studio Ambrosio e Commodo: “E’ un miracolato, il danno teoricamente potrebbe essere nullo dal punto di vista fisico, e dal punto di vista funzionale non ha grosse limitazioni”. Ma poi c’è la sfera psichica. Ed è una questione aperta valutare un ipotetico danno post traumatico da stress.

L’evoluzione danno psichico è affidata al medico, il disturbo post traumatico da stress è una patologia molto comune in eventi di questo tipo. Il danno psichico (che rientra in quello biologico) di solito si stabilizza e si cristallizza un anno e mezzo dopo il fatto, in un adulto, per i bambini occorre aspettare i 18 anni. Al momento i legali dello studio hanno inviato alcune lettere al Comune, ma soltanto di diffida.

E’ ancora presto per parlare di richiesta di risarcimento. E nessuno ha fretta.

Elisa Sola

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