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Economia e lavoro | domenica 04 marzo 2018, 09:47

Il 2017 lascia un'eredità positiva: diminuiscono i casi di fallimento in Piemonte

La nostra regione ha registrato 723 aziende che hanno portato i libri in tribunale. Erano 863 nel 2016. Una tendenza migliore rispetto al Nord Ovest e agli altri territori di riferimento

E' ancora presto per festeggiare, ma alla fine del 2017, sulla cartella clinica del Piemonte compare un valore piuttosto confortante, nel suo miglioramento. Sia in senso relativo, che in senso assoluto.

E' quello legato ai fallimenti, ovvero le aziende che nel corso dell'anno - a causa della crisi o di altre problematiche - sono state costrette a portare i libri in tribunale. In particolare, la nostra regione ha registrato nei 12 mesi passati un totale di 723 fallimenti, in decisa diminuzione rispetto agli 863 del 2016. Ma una cifra che colloca il Piemonte in una situazione migliore anche dal punto di vista dei numeri assoluti, visto che ci sono regioni che ne hanno dovuti contare decisamente di più: Lombardia (2.842), Lazio (1.652), Campania (1.179), Veneto (1.173), Toscana (1.060) o Emilia Romagna (991). Insomma, tutte quelle regioni che di solito vengono prese come pietre di paragone per soppesare le performance sabaude.

A diffondere questi numeri è Cerved, la data-driven company italiana che fornisce, tra l’altro, servizi per analizzare il rischio di credito e l’affidabilità commerciale di clienti, fornitori e partner, come la piattaforma Cerved Credit Suite. E se per il Nord Ovest il 2017 ha dato un 12,4% in meno di aziende fallite, la nostra regione fa meglio, con un -16,2%. Anche in questo caso, un risultato decisamente migliore rispetto alle regioni "sorelle".

“La fotografia che il nostro Osservatorio restituisce è certamente positiva, e lascia ben sperare – commenta Marco Nespolo, ad di Cerved -. Il 2017 infatti ha visto la conferma e il consolidamento di alcune tendenze favorevoli in atto e ci aspettiamo dunque un ulteriore miglioramento nel 2018 grazie al rafforzamento dei profili di rischio delle imprese e alla congiuntura macroeconomica positiva. Va da sé, però, che le aziende devono tutelarsi attraverso una corretta gestione del portafoglio crediti, un  fattore di fondamentale importanza per assicurare all’imprenditoria una crescita solida e sostenibile. Esistono ottimi strumenti sul mercato per valutare l’affidabilità commerciale di clienti, fornitori e partner”.

Massimiliano Sciullo

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