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Attualità | lunedì 12 marzo 2018, 13:44

Salone dell'auto di Torino, una kermesse rombante con un bagaglio da 4,2 milioni

È il valore delle ricadute economiche dell'edizione 2017 della manifestazione, che per il 2018 rilancia l'appuntamento dal 6 al 10 giugno, con il Gran Premio dal centro alla Reggia di Venaria

Salone dell'auto di Torino, una kermesse rombante con un bagaglio da 4,2 milioni

Macchine rombanti, linee che seducono, ma anche 4,2 milioni di "bagaglio", ovvero di ricadute economiche che la manifestazione ha portato con sé. Il Salone dell'auto di Torino si prepara all'edizione 2018 (dal 6 al 10 giugno) sull'onda di quanto di buono fatto lo scorso anno.

Le cifre statistiche parlano sì di un successo di pubblico, ma anche in termini di "indotto". La spesa generata dagli utenti è stata infatti di 2,4 milioni di euro, cui si vanno ad aggiungere gli 1,5 milioni di costi di produzione dell'evento. Ulteriori ricadute "collaterali" sono quantificate in 200-250mila euro. E i conti sono presto fatti: la spesa media per i visitatori è stata di 41 euro, salita a 213 nel caso in cui ci si sia fermati in albergo per la notte.

"Torino si conferma la capitale dell'auto - sottolinea Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio di Torino -. E una manifestazione di questo genere, con numeri e ricadute così importanti non possono che confermarcelo".

Un pubblico di appassionati, dall'età media piuttosto bassa, molto torinese (arrivano dal resto d'Italia il 14,2% dei visitatori, fino a Veneto e Lazio, mentre dall'estero si arriva all'1,4%), che accanto alla presenza dei modelli esposti ha apprezzato soprattutto la cornice del Valentino, oltre al periodo dell'anno e del suo accesso gratuito.

E già si pensa alla prossima edizione, che arrivata al quarto anno di esperienza si dedicherà al tema delle auto elettriche (in piazza San Carlo) e non solo. Col gran finale del Gran Premio Parco Valentino, che vedrà sfilare macchine fiammanti delle marche più prestigiose. Dal centro della città si dirigeranno sulle strade della collina, per poi terminare alla Reggia di Venaria.

Massimiliano Sciullo

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