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Sanità | 17 luglio 2018, 19:37

Vaccini antinfluenzali, quadrivalenti dal 2018-19

Question time del consigliere Alfredo Monaco oggi durante il Consiglio regionale

Vaccini antinfluenzali, quadrivalenti dal 2018-19

 

Nella stagione 2017-2018, poiché per il quarto anno consecutivo si è verificata una discrepanza fra il ceppo circolante predominante dell’influenza B e il ceppo del vaccino trivalente, il Centro europeo per il controllo delle malattie ha raccomandato ai Paesi membri l’uso del vaccino quadrivalente. Qual è stato quindi il razionale scientifico che ha suggerito in Piemonte di acquistare e somministrare solo il 6,7 per cento di quadrivalente? A domandarlo, durante la sessione delle interrogazioni a risposta immediata, è stato il consigliere Alfredo Monaco (Rete civica), che ha anche ricordato come nella scorsa stagione il picco influenzale abbia comportato un elevato numero di complicanze, con conseguente accesso e ricovero nelle strutture ospedaliere generando anche una accresciuta diffidenza e dubbio nei confronti dell’efficacia della procedura vaccinale.

L’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha spiegato che fino alla scorsa stagione antinfluenzale, la circolare che il Ministero della Salute emana annualmente con le raccomandazioni sul tema non conteneva indicazioni stringenti sull’utilizzo di vaccini quadrivalenti, che invece saranno previsti nella circolare relativa alla prossima stagione 2018-2019. Nella circolare 2017-2018 era invece indicata espressamente quale doveva essere la composizione del vaccino trivalente.

“Non esistendo esplicite raccomandazioni ministeriali e studi di buona qualità che in letteratura indichino la superiorità del quadrivalente e considerato il differenziale di costo tra le due tipologie di vaccino, la nostra e altre regioni non hanno ritenuto giustificata la spesa aggiuntiva che sarebbe stata in questo caso molto significativa”, ha aggiunto l’assessore. “Il fatto che durante la stagione 2017-18 siano circolati ceppi virali contenuti nel quadrivalente e non nel trivalente non è prova della superiorità del quadrivalente, che deve essere testata in specifici studi comparativi”.

 

c.s.

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