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Sanità | 12 ottobre 2018, 15:28

Nella Sanità piemontese 1.400 nuove assunzioni

Ecco il piano straordinario della Regione. Lo scetticismo delle forze di opposizione

Nella Sanità piemontese 1.400 nuove assunzioni

Un piano straordinario di assunzioni, che riporterà il numero di medici e infermieri in servizio ai livelli del periodo precedente al piano di rientro. È quanto prevede la delibera sui tetti di spesa e sui piani di fabbisogno delle aziende sanitarie presentata dall’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta e approvata questa mattina dalla Giunta Chiamparino.

Tra la fine del 2018 e il 2020 nella sanità piemontese saranno garantite 1.400 assunzioni aggiuntive, con priorità a infermieri, medici e operatori socio-sanitari, che andranno a sommarsi alle normali assunzioni per la copertura del turnover, circa 1.800 all’anno.

“I dati parlano chiaro, da quando ci siamo insediati abbiamo arrestato l'emorragia del personale sanitario, fra i medici, fra gli infermieri e fra gli operatori socio-sanitari - sottolinea il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino -. Uscendo dal pre-commissariamento e tornando virtuosi, presentiamo oggi un piano triennale che, al netto del turnover già in atto, porterà di qui al 2020 1.400 nuove assunzioni, facendo così compiere un balzo in avanti significativo per il sistema sanitario piemontese. Avanti così”.

“I grandi sforzi compiuti da questa amministrazione per rimettere a posto i conti disastrati della sanità, riducendo sprechi e diseconomie che si erano accumulati negli anni, ci ha consentito di uscire dal piano di rientro, salvare servizi e ospedali e bloccare un’ulteriore riduzione di personale di 2.000 unità che avrebbe distrutto il nostro sistema sanitario – aggiunge l’assessore Saitta -. Un risultato straordinario, che non sarebbe stato possibile senza il grande impegno mostrato dal personale del servizio sanitario regionale in questi anni difficili. Ora toccherà ai direttori generali delle aziende sanitarie procedere velocemente con le assunzioni”.

“Nel frattempo però – continua l’assessore - occorre affrontare il problema della carenza di personale a livello nazionale: le Regioni hanno chiesto al Governo, insieme a tutte le organizzazioni sindacali, di inserire nella legge di bilancio un miliardo di euro in più che ci consentirebbe di assumere 20.000 persone, solo per il Piemonte ulteriori 1.400-1.500 assunzioni supplementari nel 2019”.

L’aumento dei tetti di spesa per il personale è di 59 milioni di euro nel corso del prossimo biennio. A questa cifra occorre aggiungere i 14 milioni di euro già investiti per il 2018, che hanno permesso di avviare le procedure per l’assunzione di 300 nuovi dipendenti, 200 delle quali saranno completate nei prossimi mesi.

In questo modo sarà possibile incrementare il numero complessivo dei dipendenti in servizio dopo la fortissima riduzione subita dal 2010 al 2015, a causa dei vincoli del piano di rientro che hanno imposto la mancata sostituzione di tutto il personale amministrativo andato in pensione e la sostituzione al 50% di quello sanitario.

Rispetto al 2015 si era già comunque registrata una prima inversione di tendenza: ad oggi ci sono 157 medici, 103 infermieri, 283 Oss e 64 dipendenti del comparto sanitario in più nel confronto con tre anni fa. Al 30 settembre 2018 il personale in servizio nella sanità regionale era di 53.883 unità. Alla fine dell’anno il numero salirà a 54.033, nel 2019 crescerà a 54.650 e nel 2020 a 55.300.

Davide Bono (M5S) vede però la vicenda da un punto di vista diverso: "Si avvicinano le elezioni e si moltiplicano le promesse della Giunta. Sull'annunciato piano per nuove assunzioni non ci fidiamo di un comunicato stampa di Saitta, una sparata elettorale bella e buona. Da anni chiediamo i dati precisi, suddivisi Azienda sanitaria per Azienda sanitaria, delle assunzioni necessarie in tutto in Piemonte in relazione ai piani aziendali. E Saitta si è ben guardato dal fornire questi dati".

"L’OMS ha dichiarato che per ottenere un servizio di qualità è necessario un rapporto infermieri pazienti di uno a sei. In Italia e in Piemonte, secondo quanto emerso, il rapporto è di uno a dieci, e in alcuni casi uno a dodici. Chiederemo nuovamente comunicazioni dell'assessore in Commissione sanità per sapere se sarà possibile ragionare su numeri e dati concreti oppure solo su annunci, come avvenuto fino ad ora su questo fronte", ha concluso Bono.

Non meno scettico il commento di Daniela Ruffino di Forza Italia: "Antonio Saitta annuncia piani straordinari per la sanità del Piemonte. Peccato che non è tutto rose e fiori per la regione e in sanità bufale e fake news sono particolarmente pericolose. Insomma, come sempre da parte di Saitta, troppi annunci e pochi fatti. Gli ultimi dati relativi allo scorso anno hanno messo in luce che solo 4 cittadini su 10 sono soddisfatti del servizio sanitario piemontese e che nel 2017 si sono registrati 39.626 ricoveri di pazienti provenienti da altre regioni, mentre sono stati 48.078 i ricoveri di piemontesi fuori dal Piemonte".

"L’insoddisfazione dei piemontesi non solo ha generato una spropositata e costosa mobilità passiva ma ha anche aumentato i ricorsi ai tribunali, che sono costati alla Regione oltre 2 milioni di euro. Se si prosegue in questa direzione, la Sanità piemontese rischia di scivolare sotto il livello di guardia e si mettono a rischio i livelli essenziali di assistenza. Un problema che non è solo regionale, ma nazionale".

"Il servizio sanitario è un bene comune che va rafforzato e rilanciato per rispondere meglio ai bisogni di salute dei cittadini, per combattere le disuguaglianze sociali e supportare i redditi delle famiglie".

c.s.

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