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Economia e lavoro | 03 dicembre 2018, 15:15

FCA, cassa integrazione per riorganizzazione a Mirafiori

L'annuncio dato da Claudio Chiarle, segretario generale FIM-CISL Torino e Canavese, da Dario Basso della Uilm e da Edi Lazzi della Fiom-Cgil

FCA, cassa integrazione per riorganizzazione a Mirafiori

“Come avevamo già dichiarato da mesi, dopo l’accordo, firmato anche dalla Fiom, di aprile 2018 in cui si definiva un piano di formazione da settembre (mese di cessazione dei CdS) da cui Mirafiori era senza ammortizzatori sociali, a dicembre di quest’anno. Poi con il previsto incontro del 29 novembre e l’assegnazione dei nuovi modelli si sarebbe partiti con la cig per riorganizzazione, ammortizzatore a cui accedere nel caso di investimenti dell’azienda”: così Claudio Chiarle, segretario generale FIM-CISL Torino e Canavese.

“Siamo in piena linearità di un percorso che è finalizzato, con i nuovi modelli, a rilanciare Mirafiori, evitando licenziamenti. Si farà anche ricorso a uscite incentivate e volontarie ma anche questo è già stato concordato a aprile, anche dalla Fiom. Confermando la produzione della Maserati Levante, gli investimenti riguarderanno tutte le aree di Mirafiori: lastratura, verniciatura, montaggio, logistica, RG Premium Center e la Unità Sottogruppi Lamiera con l’obiettivo di consentire l’industrializzazione e la produzione della 500E”.

"Sottolineo l’importanza di alcuni passaggi chiave nella richiesta di cigs di FCA come gli interventi sui fabbricati del sito “anche al fine della loro predisposizione per le future necessità” in quanto continuo a ritenere che a Mirafiori l’assegnazione di modelli non è conclusa con la 500E. Iinoltre, fondamentali gli interventi ergonomici per consentire l’impiego di lavoratori con ridotte capacità lavorative, come altrettanto importante il proseguo delle attività formative e della creazione di un BEV Training Center per l’apprendimento e lo sviluppo delle tecniche per la produzione di veicoli elettrici”.

“Il programma di cigs e formazione prevede quindi il graduale rientro da AGAP verso Mirafiori di 800 lavoratori a partire da gennaio 2019 per essere inseriti nei percorsi di aggiornamento professionale. L’organico interessato sarà complessivamente quello di Mirafiori, con 2445 unità al 31 dicembre 2018 per arrivare a 3245 addetti al 4 marzo 2019 attraverso un anno di cig per riorganizzazione, sino al 29 dicembre 2019”.

“La gestione operativa come la rotazione, l’equilibrio tra giornate di cig e di lavoro per i singoli lavoratori, già anticipati dall’azienda, saranno frutto di confronto con l’Esecutivo delle RSA di Mirafiori. Siamo alla concreta ripartenza, sebbene paradossalmente con l’utilizzo di un ammortizzatore sociale ma tutti e chi lo nega lo fa strumentalmente per non ammettere i suoi errori, sappiamo che il percorso per rilanciare Mirafiori doveva avere queste tre fasi: 1) annuncio investimenti con 5 miliardi in Italia 2) gestione con ammortizzatore senza licenziamenti, con formazione e riqualificazione 3) produzione nuovi modelli".

”Mirafiori e i suoi lavoratori, la FIM non si accontentano, pensiamo che dopo la 500E si abbia la capacità sindacale, professionale e produttiva di accogliere ancora ulteriori modelli e per questo lavoreremo per gli obiettivi di oggi e di quelli futuri per dare risultati concreti ai lavoratori e non sterili polemiche o analisi fuorvianti”.

Questo invece il commento di Dario Basso, segretario della Uilm di Torino: “Si tratta di un provvedimento per certi aspetti obbligato, perché nei due impianti torinesi gli ammortizzatori sociali sono in esaurimento, ma che sarà utilizzato per l’avvio produttivo della 500 Elettrica. Il modello, secondo quanto dichiarato dall’azienda, consentirà di raggiungere l’obiettivo della piena occupazione nel Polo torinese. Sarà nostro compito vigilare affinché gli impegni assunti da Fca vengano concretizzati nei fatti”.

Sui 12 mesi di cassa integrazione straordinaria,  che riguarderà 2.445 lavoratrici e lavoratori dal 31 dicembre, che saliranno a 3.245 lavoratrici e lavoratori dal 4 marzo 2019, visto che in 800 saranno nuovamente spostati dallo stabilimento Agap di Grugliasco a Mirafiori, questo invece il commento di Edi Lazzi, segretario provinciale della FIOM-CGIL e Ugo Bolognesi responsabile del territorio di Mirafiori, che dichiarano: “Ecco i primi effetti del piano industriale: il ritorno della cassa integrazione alle carrozzerie di Mirafiori. Inoltre 800 lavoratrici e lavoratori, trasferiti la scorsa estate da Mirafiori allo stabilimento Agap di Grugliasco, verranno nuovamente  rimandati indietro. Spostati da uno stabilimento all’altro non per poter lavorare ma per essere sospesi in cassa integrazione".

"La musica non sta cambiando e i lavoratori  pagano  la mancanza e i ritardi degli investimenti industriali. L’arrivo nel 2020 (in quale mese non è dato saperlo) della produzione della sola Fiat 500 elettrica ci fa dire che non sarà sufficiente per raggiungere la piena occupazione e il mantenimento dei posti di lavoro a Torino: è illusorio pensare diversamente. Occorre che la proprietà di Fca assuma la responsabilità di impegni più importanti in Italia e nella nostra Città. Chiederemo da subito un incontro alla direzione aziendale e continueremo con le iniziative per difendere il lavoro a Torino”.

comunicato stampa

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