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Economia e lavoro | 14 dicembre 2018, 16:54

Il vino alza i calici: una vendemmia 2018 per tornare ai livelli tradizionali e nuove risorse per le imprese del territorio

Dopo un 2017 deludente, la crescita della produzione è stata del 30% per 2,5 milioni di ettolitri. E dalla Regione arrivano 21 milioni di euro tra export e investimenti per migliorare vigneti e punti vendita

Il vino alza i calici: una vendemmia 2018 per tornare ai livelli tradizionali e nuove risorse per le imprese del territorio

Un'annata da quattro stelle e nuove risorse su cui fare leva per crescere ancora di più. Il settore del vino, in Piemonte, saluta il 2018 con un sorriso davvero ampio. Merito dei risultati della vendemmia, ma anche del provvedimento della Regione che proprio oggi ha ufficializzatola ripartizione dei 21 milioni di euro destinati alle imprese del settore.

In particolare, 10,5 per la promozione sui mercati esteri, quasi 7,5 per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti e 3,1 per il finanziamento di punti vendita aziendali. Questa la più grande novità, visto che prima questa voce contava su un solo milione. Presto il bando sarà pronto e sarà aperto a imprenditori e aziende.

"Una misura significativa - sottolinea l'assessore regionale Giorgio Ferrero - che ha l'obiettivo di consentire una migliore accoglienza del cliente direttamente in cantina per la degustazione e vendita diretta del vino. Un aspetto sempre più importante negli ultimi anni, anche grazie al riconoscimento Unesco dei paesaggi vitivinicoli”.

E di vino, il Piemonte, ne avrà in misura sempre più importante da proporre sui mercati. Merito di un 2018 che ha regalato una vendemmia abbondante di qualità. La crescita rispetto al 2017 è di almeno il 30% e riscatta una precedente annata che era stata tra le più scarse degli ultimi 50 anni. Dunque si torna in linea con il passato, nonostante un clima complesso con un'estate particolarmente piovosa.

"Ma molto importante è anche il legame che il vino crea con il territorio - aggiunge Ferrero - e questo anche grazie a una legge della Denominazione d'origine che è preziosa. E se la stessa intuizione l'avessimo avuta anche per altri comparti oggi l'agroalimentare avrebbe ancora più forza. Si mette in atto un processo democratico che si apre anche ai giovani grazie a un marchio già avviato e conosciuto nel mondo. In altri settori dell'agroalimentare queste cose sono in sogno".

Tornando alle cifre, in attesa di assaggiare le bottiglie, grappoli e filari hanno regalato 2,5 milioni di ettolitri, in crescita appunto del 30% sul 2017. Una componente importante dei quasi 50 milioni prodotti in tutta Italia, con una crescita però che si è fermata al 16% ma che fa del nostro Paese il maggior produttore al mondo.

Nella nostra regione il 90% della produzione enologica è legata a Denominazione d'origine, con 17 docg e 42 doc. La concentrazione più alta tra le regioni italiane. In tutto le tipologie di vino sono 600.

In Piemonte si contano 18mila aziende vitivinicole (su 67mila totali) mentre gli ettari di terreno coltivato a vite sono 44.449, con un lieve aumento sul 2017. Stravince Cuneo con oltre 15.540 ettari, seguita da Asti (13.730) e Alessandria (10.427). L'export si conferma con un giro d'affari attorno al miliardo di euro su un totale di 4,5 miliardi di commercio agroalimentare con l'export. Prende la strada oltre confine circa il 60% del vino prodotto in Piemonte. Il 70% del quale resta in area Ue, mentre i clienti più affezionati sono Germania, Uk, Usa, Francia, Russia, Spagna, Svizzera e Giappone. 

"Bisogna rimanere uniti e valorizzazione la cooperazione - dice Giulio Porzio, presidente dei vignaioli piemontesi -, ma anche puntare sul viticoltore professionista, grazie alla sua capacità. Un talento che ha saputo fare la differenza, anche quando si è trattato di scegliere di non vendemmiare". "Il vero patrimonio riconosciuto dall'UNESCO - aggiunge - non sono le colline, ma le persone che le curano, le pettinano e le fanno vivere".

Proprio la cooperazione pesa per il 33% della produzione vitivinicola, con 37 cantine cooperative associate a Vignaioli piemontesi, in rappresentanza di 6.242 aziende.

Massimiliano Sciullo

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